L'indice Pmi nell'Eurozona è ai minimi da 6 mesi per i nuovi lockdown

L'indice Pmi nell'Eurozona è ai minimi da 6 mesi per i nuovi lockdown

L'indice rilasciato da Ihs Markit arretra ma resta al di sopra dei livelli toccati a marzo. pesa soprattutto il settore servizi, mentre quello industriale tiene

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© William West/AFP - Tamponi in un condominio di Melbourne, dov'è scattato il lockdown per una nuova ondata di coronavirus

AGI - Roma, 23 nov. - La ripresa dei lockdown manda ai minimi da 6 mesi a novembre l'indice flash Pmi dell'Eurozona, anche se l'arretramento di questo indice anticipatore non torna ai livelli del secondo trimestre, quando l'economia dell'Eurozona era stata obbligata a fermarsi per la prima volta. L'indice Pmi composito rilsciato da Ihs Markit è tornato sotto i 50 punti, la soglia che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione, e si attesta a 45,1 punti dai 50 punti di ottobre.

A pesare sono soprattutto i servizi, settore in cui l'indice Pmi scende da 46,9 a 41,3 punti, mentre nel comparto manifatturiero l'indice resta in espansione e da 54,8 arretra solo a 53,6 punti. In Germania questo andamento è ancora più pronunciato, con l'indice composito che cala al minimo da 5 mesi ma resta sopra ai 50 punti, a quota 52, tenuto su dal settore industriale che registra 57,9 punti, mentre quello servizi arretra a quota 46,2.

Va decisamente peggio la Francia, dove l'indice composito cala al minimo da 6 mesi a quota 39,1, affossato dal settore servizi che scende a 38 punti, mentre il comparto industriale si attesta a 49,1 punti. 

Eurozona, per l'anno prossimo ci aspettiamo pil a +3,7%

Nell'area euro, spiega Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit, "le aziende sono diventate più ottimiste riguardo al prossimo anno sia nella produzione sia nei servizi, soprattutto per le recenti notizie incoraggianti sui vaccini, che dovrebbero consentire alla vita quotidiana di tornare alla normalità nel nuovo anno. È importante tuttavia evidenziare che l'ulteriore flessione dell'economia segnalata nel quarto trimestre rappresenta una grave battuta d'arresto per tutta la regione e va detto che il periodo delle ripresa si allunga. Dopo una contrazione del 7,4% del Pil nel 2020, ci aspettiamo solo un'espansione del 3,7% nel 2021". 

Germania, aziende sperano ritorno a normalità in 12 mesi

“Come previsto - spiega Phil Smith, vice direttore di Ihs Markit - l'introduzione di nuove restrizioni a novembre per combattere la diffusione del Covid ha avuto un forte impatto. Tuttavia, la resilienza mostrata dal settore manifatturiero, che beneficia della crescita delle vendite in Asia, conferma che la flessione di fine anno dovrebbe essere molto inferiore a quella registrata nella prima metà dell'anno.

Le notizie positive che riguardano lo sviluppo dei vaccini Covid hanno aiutato a risollevare l'animo della imprese tedesche, molte delle quali ora sperano per un ritorno alla normalità nei prossimi 12 mesi. Questo ha consentito di supportare gli ultimi dati sull'occupazione, che mostrano un miglioramento della situazione per quanto riguarda il lavoro in fabbrica e una crescita per quanto riguarda quello nei servizi". 

 Francia, rallentamento inevitabile ma meglio di marzo

“Con il rinnovato inasprimento delle restrizioni in Francia alla fine di ottobre - commenta Eliot Kerr, economista di Ihs Markit - il forte calo dell'attività del settore privato nel mese di novembre è stato quasi inevitabile. Tuttavia, è l'ultima contrazione dell'attività è stata sostanzialmente più lenta rispetto al precedente lockdown.

Questi risultati suggeriscono che alcune imprese francesi hanno hanno saputo adattare le loro operazioni alle nuove condizioni. Inoltre, nonostante il brusco deterioramento delle condizioni della domanda, i tagli sul mercato del lavoro sono scesi al livello più debole da marzo. Questo lo suggerisce che le imprese del settore privato francese sono diventate più snelle rispetto a all'inizio della crisi e, si spera, che in futuro saranno più capaci di resistere ai rischi economici al ribasso".