Quali sono i tavoli di crisi ancora aperti

Quali sono i tavoli di crisi ancora aperti

Da ArcelorMittal a Whirlpool, sono molte le aziende che affrontano momenti di grande difficoltà accentuati dalla pandemia. Il Mise è al lavoro, ma alcuni negoziati sono in stallo

quali Tavoli crisi ancora aperti

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ELIANO IMPERATO / CONTROLUCE - Whirlpool

AGI - ArcelorMittal al centro del lavoro del Mise. Il futuro del gruppo siderurgico sarà oggetto di una serie di incontri a partire dal tavolo tecnico fissato per lunedì con le organizzazioni sindacali e Invitalia. A questo ne seguiranno altri per tutto il mese di ottobre. Il ministro Stefano Patuanelli ha confermato l'impegno del governo a partecipare all'assetto societario e ha assicurato che a breve fornirà indicazioni sulla nuova compagine.

Intanto prosegue la battaglia legale tra l'azienda e i commissari dell'Ilva sul pagamento dell'affitto degli impianti. Alla vertenza più spinosa, seguita in prima persona dal ministro, si continuano ad affiancare gli altri tavoli di crisi presieduti dalla sottosegretaria Alessandra Todde.

In programma vi sono martedì 29 gli incontri su Teofran e Betafence e il primo ottobre quello su Blutec. Il 2 ottobre Todde, il ministro d'Incà e il commissario di Acc Maurizio Castro, presenteranno il piano per il polo dei compressori (Italcomp) con l'ex Embraco.

Il confronto su Treofan segue l'accordo raggiunto il 10 agosto e ha l'obiettivo di verificare l'impegno preso dell'azienda a pianificare la produzione per il rilancio dello stabilimento di Terni e discutere delle prospettive per i prossimi successivi. Per lo stabilimento Betafence di Tortoreto, sono attese al tavolo maggiori informazioni da parte dell'azienda che ha annunciato la cessazione delle attività, con il licenziamento di 155 dipendenti.

L'impegno strappato da Todde è che in attesa del confronto non venissero avviate azioni unilaterali. Una garanzia che il ministero aveva ottenuto anche dalla Yokohama di Ortona, che invece ha avviato la procedura di licenziamento per 84 dipendenti. Una decisione ritenuta "inaccettabile" da Todde, che ha chiesto di utilizzare tutti gli strumenti che il governo può mettere a disposizione.

Altrettanto "inaccettabile" è stata giudicata l'azione della Goldoni di Migliarina di Carpi che ha comunicato a cose fatte la presentazione di un concordato liquidatorio, mettendo a rischio 210 lavoratori. Todde ha assicurato che le parti saranno riconvocate in tempi brevi, nell'auspicio che l'azienda torni al tavolo con delle proposte concrete.

La riunione del primo 1 ottobre dedicata a Blutec servirà per avere garanzie sulla fattibilità del piano industriale per la riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese e ad assicurare la piena occupabilità di tutti i lavoratori ex Fiat. Il 5 ottobre i commissari straordinari di Blutec e Ingegneria Italia presenteranno al Mise il piano di investimento di rilancio del sito. E' ancora sospesa invece la vicenda Whirlpool: la multinazionale americana resta intenzionata a chiudere lo stabilimento in via Argine il 31 ottobre.

Patuanelli e il ministro per il Sud Provenzano hanno ribadito ai lavoratori che lo stabilimento deve restare a Napoli e sono in attesa che l'azienda presenti un piano industriale nuovo, tenendo conto della fiscalità di vantaggio e del nuovo contesto industriale. Soluzione raggiunta infine per l'ex Embraco: è stato presentato il nuovo piano industriale per la creazione del polo italiano del compressoreri, che rilancerà i poli di Riva presso Chieri (ex Embraco) e l'Acc di Mel, nel Bellunese. Il progetto prevede la produzione annua di 6 milioni di motori nel Torinese e l'assemblaggio di altrettanti compressori in Veneto.

Un piano che entrerà a regime nel 2024 e che prevede un investimento complessivo misto pubblico-privato pari a 50 milioni di euro. "Alla fine del percorso quinquennale - ha spiegato Todde - il pubblico dovrà vendere le sue quote e la proprietà dovrà essere al 100% privata. Da questa operazione nascerà un'azienda solida, con un mercato ben definito e che genera cassa. Ci sono già contatti con diversi partner industriali e lo Stato farà la sua parte. Il progetto si pone come obiettivo quello di arrivare a coprire l'intero perimetro occupazionale dei lavoratori ex Embraco ma a chi vorrà sarà offerta la possibilità di incentivi per lasciare l'azienda o uno scivolo verso la pensione".