Per Descalzi il Covid è un'occasione per cambiare modello di sviluppo

Per Descalzi il Covid è un'occasione per cambiare modello di sviluppo

L'ad di Eni: "Abbiamo investito negli ultimi 5 anni e mezzo tra tecnologie e implementazione delle stesse più di 4 miliardi di euro, quadruplicato il numero di ricercatori e arrivati a 7.500 licenze".

Eni Descalzi Covid

© Agf
  - Claudio Descalzi

AGI - Dopo la pandemia da Covid 19 il mondo dovrà cambiare il proprio modello di sviluppo. Lo ha detto, l'ad di Eni Claudio Descalzi intervenendo a Il Cortile di Francesco, ad Assisi. "Questo è il luogo adatto per parlare di questi argomenti, della necessità di non lavorare solo per se stessi ma per un reale altruismo, una reale generosità", ha osservato. "Questo cammino, questo cambiamento dei mercati io lo interpreto come un cambiamento del modello di sviluppo che punti molto di più sul rispetto degli altri, per costruire una civiltà più equilibrata nella quale vengano ridotti i gap tra chi ha e chi non ha", ha sottolineato l'ad di Eni. 
Un cambiamento che il mondo dovrà portare avanti in maniera profonda. "Quando si cambia veramente non si cambia a valle ma si cambia a monte. Si modificano i modelli di sviluppo e chiaramente il Covid ha trovato un mondo molto debole con un modello di sviluppo che ha già avuto dei tentennamenti, delle crepe pesanti, negli ultimi decenni, con divari importanti dal punto di vista culturale ed esistenziale, povertà, fame, mancanza di energia", ha osservato il manager. 

In Eni è in atto una trasformazione tecnologica

Eni dal canto suo la strada del cambiamento l'ha già intrapresa. "La trasformazione è fatta da tecnologie, abbiamo investito negli ultimi 5 anni e mezzo tra tecnologie e implementazione delle stesse più di 4 miliardi di euro, abbiamo quadruplicato il numero di ricercatori e siamo arrivati a 7.500 licenze"
Investire in ricerca, ha aggiunto, "è redditizio se la ricerca ha un time to market veloce. Solitamente la ricerca viene fatta in serie. Noi abbiamo messo in sovrapposizione i segmenti. Abbiamo lavorato per prepararci a un'Eni diversa, perché la mia sensazione è che se dovessimo restare così tra 10 anni non ci saremmo pù. Quindi tra 3-4 anni dovremo essere diversi", ha osservato l'ad di Eni.

Descalzi ha poi evidenziato il fatto che bisogna aumentare il costo delle emissioni: "Serve un costo della CO2 diverso, perché se continua a costare 25 euro a tonnellata non ha senso fare gli investimenti. Noi stiamo già investendo come se il carbon pricing fosse più alto". Con il Covid "l'azienda è cresciuta, come ogni volta che ci sono difficoltà si cresce, abbiamo fatto un passo avanti".  "Nella sofferenza si cresce e si cambia e questo vale sia per le persone che per le aziende", ha evidenziato.
"Una pandemia che ci pone tutti sullo stesso piano ci porta a un maggiore solidarietà e forzatamente ci migliora. Il ricordo deve rimanere ma servono azioni strutturali", ha spiegato il manager. "Non a caso il Recovery Fund ha come obiettivi crescita e resilienza", ha osservato sottolineando che "bisogna cambiare, creando un mondo con meno debolezze".

Descalzi: venderemo prodotti decarbonizzati

Eni "dovrà essere diversa, tutti i prodotti che venderemo dovranno essere decarbonizzati. L'olio diminuirà sempre di più, il gas resterà perché è meno inquinante, può essere decarbonizzato e può dare prodotti blu, depurati dalla componente carbonica", ha aggiunto. "Il Covid ha accelerato questa trasformazione. Credo che un'industria che non guarda all'ambiente ha pochissimo spazio davanti a sé. Quindi io voglio vedere un'Eni diversa ma ancora viva e forte e che riuscirà a dare un servizio completamente pulito. Per avere questo bisogna investire adesso", ha concluso Descalzi.