Perché TikTok non vuole vendere anche i propri algoritmi 

Perché TikTok non vuole vendere anche i propri algoritmi 

Bytedance non vuole cedere agli americani anche il motore che lo ha reso famoso. Flora: "Credo si tratti degli algoritmi di raccomandazione, il cuore del loro successo". La società intanto raggiunge i 100 milioni di utenti mensili in Europa

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Software e community per un social sono due cose assai diverse. Una cosa è la comunità di utenti: i loro nomi, le loro abitudini, la gestione dei loro dati. Un altro è il motore che li ha attirati e tenuti li': il segreto del suo successo.

Dietro la decisione di Bytedance di non vendere insieme alle attività americane di TikTok anche i propri algoritmi c'è molto probabilmente la volontà di non rivelare i propri segreti ad una società americana. Di quali algoritmi in particolare si tratti al momento non è noto. Eppure qualche indizio a guardare la storia della società c'è.

Cos'è il motore di raccomandazione

"Credo che Bytedance non voglia vendere soprattutto il proprio motore di raccomandazione, quella parte di software che ha reso famoso e 'addictive' TikTok", spiega all'AGI Matteo Flora, amministratore delegato di The Fool. Il motore di raccomandazione è il sistema di intelligenza artificiale che consente a un social di suggerire all'utente qual è il prossimo contenuto da fruire. Quanto meglio funziona, piu' gli occhi dell'utente restano incollati allo schermo alla ricerca di nuovi contenuti.

"Quel sistema è di proprietà di Bytedance ed è ciò che sta causando grossi problemi ai social occidentali". La società che ha sviluppato questo 'algoritmo di raccomandazione' si chiama Tautiao, è stata lanciata da Bytedance nel 2012 e ha una valutazione di mercato di circa 30 miliardi di dollari. Per molti la vera gallina dalle uova d'oro del colosso cinese, alla base non solo di TikTok, ma anche di altri prodotti della casa madre. Forse la proprietà intellettuale più importante di tutta la holding. Ed è assai probabile che sia proprio questa parte di 'know how' che Bytedance vuole tenersi stretta.

"Chiaro che Bytedance davanti a una vendita forzata delle attività americane di TikTok, dica: va bene, vi vendo la piattaforma e gli utenti, vi do l'esclusivo uso in America del social, ma non vi darò nel pacchetto anche gli algoritmi che fanno funzionare il social. Il know how che permette alla sua intelligenza artificiale di fare male soprattutto ai concorrenti americani, come Facebook e Instagram", ragiona Flora.

La superiorità del motore cinese

Instagram ha anche provato a lanciare un sistema video simile ad alcune funzioni di TikTok, Reels. "Ma la verità è che il motore di raccomandazioni di TikTok, quello che tiene gli utenti incollati agli schermi dello smartphone alla ricerca di nuovi contenuti, di nuovi video, funziona meglio", sottolinea ancora Flora. Se vendita sarà, quindi, Oracle gestirà gli utenti Usa del social, potrà trasferire dove vorrà i dati degli iscritti, ma non potrà avere accesso al cuore del social.

Non sarebbe una novità. Spesso nelle operazioni di acquisizione nel mercato digitale la società acquirente compra proprio la base utenti dalla venditrice, per allargare la propria. La stessa Bytedance lo ha fatto quando ha comprato Musical.ly - l'antesignana di TikTok - nel 2017 per un miliardo. Se il colosso cinese dovesse rimanere fermo sulle proprie posizioni non sarebbe quindi una novità.

TikTok oggi ha comunicato intanto di aver raggiunto i 100 milioni di utenti attivi al mese in Europa. È la prima volta che TikTok comunica il numero di utenti attivi nel Vecchio Continente. "Quello che stiamo vivendo è un periodo molto particolare per tutti noi. Pur in questo contesto, possiamo dire che è stato un anno straordinario per la nostra azienda", scrive la società.