Tim e Cdp firmano l'accordo, via libera alla rete unica a banda ultralarga

Tim e Cdp firmano l'accordo, via libera alla rete unica a banda ultralarga

Il primo step sarà il completamento della due-diligence entro il 2020, per arrivare al vero battesimo "non oltre il primo trimestre" del prossimo anno

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© TEK IMAGE / SCIENCE PHOTO LIBRARY / ABO / Science Photo Library  -  Fibra ottica

AGI - Strada spianata per la nascita della rete unica in Italia. I consigli di amministrazione di Tim e di Cassa Depositi e Prestiti, attraverso il suo braccio Cdp Equity, hanno firmato la lettera d’intenti che porterà alla costituzione della società della rete unica: il primo step sarà il completamento della due-diligence entro il 2020, per arrivare al suo battesimo vero e proprio "non oltre il primo trimestre" del prossimo anno. Passaggio preliminare è la creazione, approvata dal cda della compagnia telefonica, di FiberCop, il veicolo in cui confluirà la rete secondaria di Tim (quella che dagli armadietti in strada arriva alle case degli italiani).

FiberCop inizialmente sarà partecipata dal fondo statunitense Kkr che ha puntato una fiche di 1,8 miliardi di euro per avere il 37,5% del capitale, mentre un altro 4,5% andrà a Fastweb che vi farà confluire la propria partecipazione in Fashfiber, la joint venture con Tim messa in piedi per la diffusione della rete in fibra. Il restante 58% sarà del gruppo guidato da Luigi Gubitosi. Il completamento di questo percorso è previsto entro la fine di marzo 2021. Parallelamente si muoveranno Tim e Cdp per la realizzazione del più ampio progetto di rete unica nazionale: AccessCo che vedrà la luce attraverso la fusione tra FiberCop e il 50% (suscettibile di incremento) che Cdp detiene in Open Fiber.

Per contrastare la diluizione dei soci già presenti in FiberCop, Tim vi apporterà anche la propria rete primaria, in modo che a valle del processo la compagnia telefonica – come già previsto nella lettera d’intenti – conservi il 50,1% della rete unica. Accordi parasociali, tuttavia, garantiranno una governance condivisa con Cdp che ne garantirà “l’indipendenza e la terzietà”. Tim e Cdp sono già d’accordo nel prevedere meccanismi di maggioranze qualificate e regole di controllo preventivo. La due-diligence è attesa entro la fine dell’anno per arrivare poi alla nascita vera e propria della rete unica non oltre il primo trimestre del 2021, sempre che con le Authority competenti, soprattutto a livello europeo, fili tutto liscio.

"La firma del memorandum rappresenta il primo importante passo verso la realizzazione di un'infrastruttura digitale unica in banda ultralarga, che potrà garantire parità di accesso a tutti gli operatori, velocità, affidabilità e distribuzione capillare”, ha commentato l’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo, sottolineando un passaggio ritenuto essenziale dal socio pubblico, ovvero che AccessCo sia una “società aperta anche ad altri investitori”.

Per il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, “con la lettera d'intenti firmata da Cassa Depositi e Prestiti e Tim si avvia un percorso che potrà condurre alla nascita di una rete unica tecnologicamente all'avanguardia, necessaria per superare il digital divide su tutto il territorio nazionale”. Per il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, infine, gli accordi per la creazione di una società per la rete unica rappresentano “un passaggio storico e molto importante per il Paese che va affrontato con serietà, nell'interesse collettivo e nella massima sicurezza".