La crisi dell'oro nell'India del coronavirus

La crisi dell'oro nell'India del coronavirus

Con l'impennata dei prezzi e lo shock economico innescato dalla pandemia di coronavirus, gli indiani stanno abbandonando la loro tradizionale passione per il metallo prezioso

india crisi oro coronavirus

Un venditore al Zaveri Bazar

AGI - Con l'impennata dei prezzi dell'oro e lo shock economico innescato dalla pandemia di coronavirus, gli indiani stanno abbandonando la loro tradizionale passione per il metallo prezioso, da sempre il più adorato. In India non c'è infatti matrimonio, nascita o festività senza ninnoli dorati, che siano bracciali, collane, orecchini, anelli e persino portachiavi.

O meglio, c'era. Visto che due mesi e mezzo dopo la revoca del confinamento imposto dal Covid, lo Zaveri Bazaar di Bombay, il più grande mercato di oro e gioielli del Paese con 1,3 miliardi di abitanti, rimane deserto. La maggior parte delle bancarelle è chiusa e nessun cliente è in vista. Con i venditori quasi sul lastrico.

"Gestiamo questo negozio da 40 anni e non ho mai visto gli affari andare così male", si lamenta Madhubhai Shah, un gioielliere di 75 anni che è tra i pochi ad aver alzato la saracinesca. Lo Zaveri Bazaar è stato duramente colpito dal lockdown decretato alla fine di marzo, che ha portato alla fuga dalle grandi città per mancanza di lavoro di milioni di lavoratori migranti, tra cui molti artigiani dell'oro.

"Il 70% dei nostri artigiani è tornato ai propri villaggi e i laboratori di produzione sono tutti chiusi", ha detto Madhubhai Shah. L'aumento dei prezzi dell'oro di circa il 30% quest'anno e le incertezze legate alla situazione sanitaria spingono pochi indiani a comprare oro e gioielli.

L'India è il secondo consumatore mondiale di oro, dietro la Cina. Anche l'avvicinarsi della stagione dei matrimoni, che tradizionalmente inizia ad ottobre e vede le famiglie spendere piccole fortune in oro, non fa ripartire le vendite. Secondo il World Gold Council, gli acquisti di oro in India sono crollati del 56% su base annua nella prima metà del 2020. La domanda per il trimestre aprile-giugno è addirittura scivolata del 70% a 63,7 tonnellate, un livello più basso di quello raggiunto con la crisi finanziaria del 2008.

Oltre ai gioielli, molti indiani conservano lingotti e monete d'oro come bene rifugio per andare avanti duranti i periodi di crisi e inflazione. Ma tanti di loro ora li stanno impegnando come garanzia per ottenere prestiti e tassi d'interesse più convenienti. Bhadresh Gowda, contadino nello stato meridionale del Karnataka, ha usato i gioielli nuziali della moglie per ottenere un prestito di 200.000 rupie (2.260 euro circa) per compensare le perdite significative subìte durante il lockdown.

"All'inizio ero riluttante a usare l'oro come garanzia perché questi gioielli sono un patrimonio di famiglia. Ma i tempi sono duri", ha ammesso. A differenza dei prestiti tradizionali, il credito garantito da oro "è molto facile da ottenere e richiede meno scartoffie", ha spiegato l'agricoltore 39enne, rendendo il processo molto più veloce.

"L'oro sta andando meglio ora. Una volta che l'economia migliorerà, ripagherò il prestito e riavrò indietro il mio oro", ha detto l'agricoltore 39enne. Secondo Somasundaram P.R., direttore indiano del World Gold Council, il più prezioso dei metalli alla fine tornerà in India e la gente tornerà a saziare la propria fame d'oro.

"Le persone che hanno risparmiato i soldi per vacanze o spese annullate investiranno in oro", ha spiegato l'esperto. La pandemia di coronavirus è ancora in corso in India e non mostra segni di miglioramento a breve. L'India è uno dei tre Paesi (insieme a Stati Uniti e Brasile) che nell'ultima settimana hanno registrato il maggior numero di nuovi contagi.