Dal Giappone agli Usa, l'impatto choc del Covid sull'economia mondiale

Dal Giappone agli Usa, l'impatto choc del Covid sull'economia mondiale

Il prodotto interno lordo delle principali economie del globo ha registrato nel secondo trimestre cali record, molto più ampi di quelli della crisi del 2008. Il Regno Unito perde un quinto del pil in tre mesi

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© Syed Asif / The Times of India / The Times of India via AFP - Crisi economica

AGI - Con il dato di oggi del Giappone, tutte le principali economie mondiali hanno messo nero su bianco gli effetti del coronavirus sul loro Pil. Il crollo generalizzato dell'economia mondiale ha un'intensità maggiore di quello che seguì la crisi finanziaria del 2008. Ecco, nel dettaglio, l'andamento del prodotto interno lordo delle maggiori economie mondiali.

L'Ue e l'Italia

Dopo i dati dei vari Paesi, usciti alla spicciolata, è stata Eurostat a mettere ordine e a far capire l'impatto del Coronavirus sulla zona Euro: il calo del Pil sul trimestre precedente è stato del 12,1% dopo il 3,6% del periodo gennaio marzo.

Il dato dell'Italia è sostanzialmente in linea con quello dell'Eurozona, con un calo del 12,4%; peggio della Germania (-10,1%) ma meglio di Francia e Spagna, che rispettivamente hanno perso il 13,8 e il 18,5%. Per un Paese come la Polonia il Coronavirus ha significato la prima recessione dalla caduta del Comunismo, interrompendo 30 anni di crescita ininterrotta.

Il Regno Unito e gli Usa

Non è andata meglio ai Paesi anglosassoni. La principale economia mondiale, quella statunitense, è scivolata del 9,5% nel secondo trimestre, entrando ufficialmente in recessione e interrompendo un ciclo espansivo fra i più lunghi della storia.

La Gran Bretagna è fra gli Stati che sono stati colpiti più duramente dal virus, complice anche la gestione da parte del governo di Boris Johnson: nel secondo trimestre dell'anno, il pil del Regno Unito si è contratto di oltre un quinto, con un calo del 20,4%. 

I giganti asiatici

Ovviamente la pandemia da coronavirus non ha risparmiato l'economia cinese, nel Paese che è stato di fatto la 'culla' dell'epidemia che da mesi sconvolge il mondo. Al tempo stesso la Cina è l'unico Paese che e' sfuggito alla recessione: il Pil è rimbalzato dell'11,5% nel secondo trimestre, dopo essere sceso del 10% nel primo. Rispetto all'anno precedente, il calo è stato del 6,8% nel primo trimestre, con un rimbalzo del 3,2% nel secondo: si tratta di livelli di crescita molto inferiori a quelli registrati da Pechino negli ultimi decenni.

Maxi calo anche per il Giappone: il governo di Tokyo ha annunciato stamattina che il Pil è sceso del 7,8%, terzo trimestre di fila di contrazione.

La Russia e gli altri del Brics

Anche a Mosca, da dove Putin ha annunciato il primo vaccino contro il Covid-19, i morsi del coronavirus si sono fatti sentire. Il calo del prodotto interno lordo nel secondo trimestre è stato dell'8,5% anno su anno, complice anche l'impatto che lo stop dell'economia mondiale ha avuto sull'industria petrolifera.

Brasile, India e Sud Africa devono ancora fornire i dati sul secondo trimestre dell'anno ma anche per loro le previsioni non sono rosee. Per il Brasile le stime indicano una caduta del Pil fra il 5,7 e il 6,5% per il 2020, dopo un primo trimestre a -1,5%. Il Sud Africa, fra gennaio e marzo, ha registrato una contrazione dell'economia del 2%, che rappresenta il terzo trimestre di fila in calo per il Paese. Anche in India, dopo un inizio d'anno ancora in crescita, con un aumento del Pil del 3,1%, le stime per l'intero 2020 prevedono una contrazione del 4,5%.