Secondo Bankitalia il Pil italiano quest'anno dovrebbe contrarsi del 9,5%

Secondo Bankitalia il Pil italiano quest'anno dovrebbe contrarsi del 9,5%

Previsto un rimbalzo del +4,8% nel 20121. Anche se "sviluppi più negativi rispetto a quelli delineati nello scenario di base potrebbero manifestarsi se emergessero nuovi rilevanti focolai epidemici"

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©  Foto: Pierpaolo Scavuzzo / AGF  - Banca d'Italia

AGI - Il Pil italiano quest'anno dovrebbe contrarsi del 9,5% per poi rimbalzare nel 2021 del +4,8%. È la previsione della Banca d'Italia contenuta nel Bollettino economico "in uno scenario di base, in cui si presuppone che la diffusione della pandemia rimanga sotto controllo a livello globale e in Italia".

La contrazione, spiega l'istituto centrale, sarebbe "interamente a causa della riduzione registrata nel primo semestre, e recupererebbe nel prossimo biennio (+4,8% nel 2021 e +2,4% nel 2022)". La ripresa sarebbe graduale: "Effetti persistenti sui consumi delle famiglie deriverebbero dal calo dell'occupazione e del reddito disponibile, ancorché mitigato dalle misure di sostegno; il peggioramento delle prospettive di domanda e della fiducia delle imprese inciderebbe sugli investimenti, la cui caduta nel 2020, segnalata anche dai sondaggi della Banca d'Italia, verrebbe in parte recuperata nel biennio 2021-22. L'inflazione sarebbe pressoché nulla sia quest'anno sia il prossimo; i prezzi tornerebbero ad aumentare nel 2022, dell'1%".

Lo scorso 5 giugno palazzo Koch aveva tracciato due scenari: il primo che vedeva una contrazione del Pil del 9,2% e un altro piu' "severo" secondo cui il calo sarebbe ben più consistente e nell'ordine del 13%. Anche nel Bollettino di oggi, Banca d'Italia spiega che "sviluppi più negativi rispetto a quelli delineati nello scenario di base potrebbero manifestarsi se emergessero nuovi rilevanti focolai epidemici a livello nazionale o globale, i cui effetti potrebbero ripercuotersi sulla fiducia e sulle decisioni di spesa di famiglie e imprese e tradursi in un calo più consistente del commercio mondiale, in interruzioni nelle catene globali di produzione o in un deterioramento delle condizioni finanziarie. In uno scenario più severo si valuta che il prodotto potrebbe scendere di oltre il 13% quest'anno e recuperare nel prossimo biennio in misura più moderata rispetto allo scenario di base".