Whirpool: lavoratori sul piede di guerra. Sciopero nazionale il 17 luglio 

Whirpool: lavoratori sul piede di guerra. Sciopero nazionale il 17 luglio 

Fim, Fiom, Uilm chiedono al Governo di chiarire il piano industriale, di fugare i timori per il futuro di Carinaro, e di ritirare la decisione di chiusura di Napoli

Whirpool: lavoratori sul piede di guerra. Sciopero nazionale il 17 luglio 

©  PAOLO MANZO / NURPHOTO - Un lavoratore della Whirpool di Napoli

Il coordinamento nazionale Whirlpool di Fim, Fiom, Uilm ha proclamato 8 ore di sciopero nazionale iper l 17 luglio con manifestazioni territoriali, o stato di agitazione e lo sciopero degli straordinari e ulteriori iniziative da articolare nei singoli stabilimenti. E' quanto si legge in una nota congiunta.

Le tre sigle sindacali esprimono "fortissima contrarietà verso le posizioni assunte da Whirlpool e dal ministero dello Sviluppo economico, ancora una volta finalizzate a propinare una generica reindustrializzazione per assecondare la chiusura dello stabilimento di Napoli e il disimpegno dall'Italia. Per questo motivo", si legge nel comunicato, "alla Direzione aziendale chiediamo di rispettare l'accordo del 2018, di chiarire il piano industriale per tutti gli stabilimenti del gruppo, di fugare i timori per il futuro di Carinaro, di cessare le operazioni di delocalizzazione delle funzioni di staff e di ritirare la decisione di chiusura di Napoli. Al Governo chiediamo di smettere di avallare l'impostazione aziendale e di svolgere finalmente quell'analisi dei costi del sito di Napoli che da un anno stiamo chiedendo, che deve poi consentire di varare strumenti che davvero siano in grado di costituire un deterrente alle delocalizzazioni, nonché di affrontare le altre questioni relative agli altri siti, ripetutamente da noi sollevate e puntualmente ignorate. Di conseguenza invieremo una lettera al Governo per chiedere di unificare l'incontro con il ministero del Lavoro, convocato per il 14 luglio sul solo tema degli ammortizzatori sociali, con quello già programmato con il ministero dello Sviluppo economico per il 31, poiché gli ammortizzatori devono essere discussi congiuntamente con le questioni industriali. Anzi esortiamo il Governo a organizzare un incontro con tempi e modalità di intervento adeguate alla importanza della vertenza, e in ogni caso a non insistere con il presentarci progetti di reindustrializzazione poco credibili o addirittura progetti di spezzatino", concludono Fim, Fiom e Uilm.