Le richieste dei sindacati al governo sulla vertenza ArcelorMittal 

Le richieste dei sindacati al governo sulla vertenza ArcelorMittal 

Concluso il consiglio di fabbrica straordinario. I rappresentanti dei lavoratori chiedono il rispetto dell'accordo del 2018, che non prevedeva esuberi

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© Aleandro Biagianti/AGF - Lavoratori ArcelorMittal in sciopero a Genova

AGI - Sono sette le richieste che Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm avanzano al Governo per la vertenza ArcelorMittal dopo il consiglio di fabbrica straordinario tenutosi stamattina a Taranto. Al primo posto si chiede "nessun licenziamento". "L'accordo del 6 settembre 2018 - ricordano i sindacati - prevede zero esuberi e la tutela dei lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria attraverso la clausola di salvaguardia occupazionale. Non intendiamo mettere in discussione quanto sottoscritto in sede ministeriale". 

Viene poi il punto chiamato col titolo 'Integrazione salariale e rotazione equa' dove si chiede "la ripartenza delle manutenzioni e degli impianti attualmente fermi". Per l'appalto, i sindacati chiedono la "ripresa delle attività previste dal piano ambientale e interventi manutentivi necessari a ricollocare gli stessi lavoratori del mondo dell'appalto".

"Basta slittamenti su ambiente e innnovazione

Nel documento viene poi il punto relativo a 'Innovazione tecnologica e completamento del piano ambientale', nodi che "non possono subire ulteriori slittamenti". Correlato a questo punto, i sindacati chiedono per la produzione e l'attività di ArcelorMittal l'introduzione della Valutazione di impatto sanitario preventiva. Si sollecita poi un 'Provvedimento speciale per Taranto' con la "introduzione di misure specifiche per la tutela dei lavoratori con strumenti idonei affinché nessuno rimanga indietro".

Infine, le sigle metalmeccaniche chiedono "maggior coinvolgimento delle istituzioni locali e delle parte sociali sul fronte degli investimenti previsti dal Cis", il Contratto istituzionale di sviluppo per l'area di Taranto, "necessari a far ripartire un'economia diversificata e che dia nuove possibilità di lavoro in un territorio particolarmente provato dal punto di vista occupazionale".