Una nuova piattaforma di e-commerce per aiutare il Made in Italy a rialzarsi

Una nuova piattaforma di e-commerce per aiutare il Made in Italy a rialzarsi

Si chiama 'Rialzati Italia' e  in poche settimane ha già ricevuto l’adesione di 1.600 produttori e ne prevede 15 mila nei prossimi sessanta giorni. Ecco come funziona

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© Afp -

Le previsioni sono tutt’altro che incoraggianti. A causa del Covid-19 nei prossimi mesi il 44% dei negozi non riaprirà (lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia), mentre il 70% delle imprese del Food non esporta o perché troppo piccole o perché non ha struttura, forza, canali, dimensioni. Per superare il gap nasce “Rialzati Italia”, un progetto per sostenere gli imprenditori del made in Italy, in particolare del food, colpiti dall’emergenza sanitaria.

Si tratta di una piattaforma digitale di e-commerce mondiale che si prefigge ad aiutare l’export delle eccellenze regionali del nostro Paese, cioè i prodotti dell’enogastronomia, attraverso degli Ambasciatori altrettanto eccellenti come lo sono i ristoratori, gli albergatori e gli chef che le segnalano e se ne fanno da garanti certificati. Non gratuitamente, ma guadagnandoci una percentuale sulla segnalazione effettuata.

Ideatori del progettorialzatitalia, Stefano Versace, piuttosto conosciuto per aver creato la più grande catena di gelaterie italiane degli Stati Uniti, e Omar Bertolla che è uno specialista del digitale, in particolare della tecnologia blockchain.

Una iniziativa che in poche settimane ha già ricevuto l’adesione di 1.600 produttori e ne prevede 15 mila nei prossimi sessanta giorni. Attualmente 1.400 sono gli addetti alla struttura che stanno scrivendo e chiamando direttamente i produttori per promuovere la piattaforma e ottenere l’adesione. Spiega Bertolla: “La nostra piattaforma potrà distribuire ritorni a tutti: da chi contribuirà alla selezione, a chi lavorerà alla promozione, distribuzione e certificazione. Il sistema sarà favorito dall'utilizzo della tecnologia per certificare, catalogare e raccontare in maniera efficace i prodotti”.

Cosi ai ristoratori e agli esercenti il lavoro di segnalazione e selezione dei produttori eccellenti, attraverso la piattaforma di e-commerce certificata, frutterà una percentuale “perpetua” sulle vendite del prodotto, pari al 15%, fino a che questo verrà venduto.

Al progetto “Rialzati Italia” i produttori possono aderire versando una quota pari a 100 euro per i primi tre prodotti e di 20 per ogni prodotto successivo allegando la sua descrizione con lo storytelling delle sue caratteristiche e peculiarità. “In base ad un’analisi fatta, i 100 euro d’ingresso per esporre i prodotti – spiega Bertolla – sono di fatto necessari per remunerare subito chi ha fatto la segnalazione e finanziare tutte le persone coinvolte, che per il momento è una struttura di un’ottantina di persone, per almeno il 50% dell’importo.

Perché se è vero che diamo le percentuali agli ambasciatori sul venduto, per vendere all’estero possono passare anche 90 giorni prima di ricevere i pagamenti e questo lasso di tempo avrebbe rischiato di indebolire gli effetti di un risultato più immediato”.

Secondo i promotori della piattaforma, le potenzialità per i partecipanti sono enormi: attualmente il Made in Italy nel mondo genera un fatturato di 210 miliardi di Euro, di cui 56 miliardi negli Usa e 60 in Cina. E quella italiana è la seconda cucina più conosciuta ed esportata dopo la cinese.

La piattaforma “progettorialzatitalia” è pertanto una “vetrina” di carattere interattivo e dai 40 paesi che sono ad essa affiliati e connessi può essere usata sia nella versione B2B sia in quella B2C, ovvero fa chiunque “voglia fare quel tipo di esperienza di tipo business-to-consumer”. La struttura è a “cerchi concentrici”, con gli e-Coatch, figure di riferimento che aiutano gli Ambasciatori che sono poi ristoratori e albergatori che segnalano i Produttori, fino ai Distributori che operano a livello europeo, sul mercato asiatico, in Sudamerica e negli Usa.

Sottolinea invece Stefano Versace, il re delle gelaterie italiane negli States, che ristoratori, albergatori ed esercenti “oggi sono in testa alla filiera dell'agroalimentare italiano con oltre 20 miliardi di acquisti” e che i prodotti verranno promossi non solo tramite e-commerce, “ma anche attraverso network internazionali di emittenti commerciali, e distribuiti su molteplici piattaforme a livello globale”.

Sta per essere firmato il primo accordo con uno dei maggiori canali televisivi commerciali degli Stati Uniti con l’obiettivo di “trasmettere passione per i prodotti italiani, creando valore con nuove storie di eccellenza italiana da esportare”.