Il Tiger Index: "Per l'economia globale il peggio deve arrivare"

Il Tiger Index: "Per l'economia globale il peggio deve arrivare"

Previsioni cupe dell'indicatore elaborato dal  Brookings Institution con il Financial Times .  Il professor Eswar Prasad: "L'incapacità dei governi nazionali di agire insieme per forgiare un fronte comune contro la pandemia sta danneggiando ulteriormente la fiducia delle imprese e dei consumatori".

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L'economia globale sta affrontando la sfida più  grande e difficile dal dopoguerra. L'economia reale, i mercati finanziari e la fiducia del settore privato stanno crollando. E il peggio deve ancora venire, secondo l'indice Tiger (Tracking Indexes for the Global Economic Recovery) elaborato da Brookings Institution con il Financial Times.
A fare la differenza tra l'attuale crisi economica e tutte quelle che ci hanno preceduto - è la premessa di un'analisi del FT - è che a essere colpito questa volta è il mondo intero. Così, se è vero che il crollo finanziario del 2008-2009 ha risparmiato alcune economie come quella cinese e l'indiana, la 'forza' di Covid-19 è di essere "il grande equalizzatore" che ha spazzato via ogni differenza e arrestato ogni economia del mondo causando enormi problemi strutturali. La congiunta crisi sanitaria ed economica rende meno probabile una rapida ripresa. La domanda è crollata, ci sono grandi interruzioni nelle catene di approvvigionamento ed e' in corso una crisi finanziaria che coinvolge mercati e materie prime. Una crisi totale.

L'indice Tiger con le sue cupe previsioni arriva mentre il Fondo mondiale Internazionale si prepara a tenere riunioni virtuali di primavera, con le previsioni economiche dei prossimi giorni che mostreranno la contrazione più profonda per l'economia globale dagli anni '30. La vera la grande depressione. Con gli indicatori di fiducia in picchiata, i mercati finanziari nel caos e gli indicatori economici reali che crollano, i fallimenti e le perdite di posti di lavoro lasceranno cicatrici profonde sull'economia mondiale e ostacoleranno la "guarigione" per molto tempo a venire.

La direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva, ha già affermato che 170 dei 189 Paesi del Fondo subiranno un calo pro capite nel 2020. "Le cupe prospettive riguardano sia le economie avanzate sia quelle in via di sviluppo - ha detto - questa crisi non conosce confini. Colpisce tutti". Solo tre mesi fa, il Fondo aveva previsto una crescita per 160 Stati. "Senza alcun Paese immune dalla crisi innescata da Covid-19, una volta allentato il lockdown la sarà probabilmente molto piu' lenta del previsto", sottolinea al Ft Eswar Prasad, docente del Brookings Institution, che ha sottolineato l'assenza di una risposta politica coordinata da parte dei governi.

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"L'incapacità dei governi nazionali di agire insieme anche in un momento così critico per forgiare un fronte comune contro la pandemia evidenzia una pericolosa frattura della cooperazione internazionale - ha insistito il professore - e ciò sta danneggiando ulteriormente la fiducia delle imprese e dei consumatori, che sono già in caduta libera". E ha aggiunto: "L'economia americana è arrivata a un punto morto virtuale. Francia, Germania e Regno Unito affrontano recessioni storiche poiché tutti gli indicatori di attività e commercio stanno crollando".

L'indice di monitoraggio Brookings-FT per la ripresa economica globale (Tiger) confronta gli indicatori di economia reale, i mercati finanziari e la fiducia degli investitori con le loro medie storiche per l'economia globale e per i singoli Paesi. A marzo ha mostrato cali storicamente elevati, prima degli effetti piu' devastanti del virus sulle economie della maggior parte dei Paesi. Solo in Cina i dati si stanno stabilizzando, essendo crollati molto prima per l'anticipato lockdown rispetto al resto del mondo seguito allo scoppio dell'epidemia a Wuhan.

"Per alcuni aspetti, l'economia di comando della Cina è costruita per resistere meglio a shock cosi' enormi rispetto alle economie di mercato - ha sottolineato ancora l'esperto - ma l'economia non è ancora uscita dal tunnel, soprattutto con l'aumento della disoccupazione, la debolezza della domanda interna ed esterna che probabilmente rimarrà tale e visti i rischi di un'infezione di ritorno".

Molte altre economie emergenti hanno a che fare non solo con la crisi sanitaria ed economica, ma anche con una fuga di capitali peggiore rispetto alla crisi finanziaria globale del 2008-2009 e un improvviso crollo della domanda per le esportazioni. La cupa lettura dell'indice Tiger - considera infine il FT - e' in linea con altri indici e previsioni economiche che indicano che l'economia globale sta vivendo il momento piu' difficile da quasi un secolo.