L'Eurogruppo impantanato sui coronabond: "Si lavora ma non ci siamo".

L'Eurogruppo impantanato sui coronabond: "Si lavora ma non ci siamo".

Mediazione notturna per tentare di avvicinare posizioni ancora molto distanti. Annunciata una conferenza stampa per le 10 del mattino. Rimangono le resistenze del blocco rigorista del Nord sull'emissione di titoli di debito comuni come chiesto dall'Italia, che respinge l'ipotesi di utilizzare il Mes. Conte sente Von Der Leyen: "Serve coraggio"

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"Si lavora per un'ambiziosa risposta della politica economica dell'UE al coronavirus. Sulla buona strada, ma non ancora non ci siamo". Lo scrive su Twitter Luis Rego, il portavoce del presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno. Il portavoce ha annunciato una conferenza stampa per domani mattina alle 10. La riunione dell'Eurogruppo, interrotta alle 19, è ripresa alle 23, annuncia Rego, "stiamo lavorando sodo per raggiungere un accordo". 

Serve una risposta coraggiosa, l'Italia dirà no a compromessi al ribasso: questa la linea del premier Giuseppe Conte, ribadita secondo quanto si apprende in una telefonata avuta dal presidente del Consiglio con la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen nel pomeriggio. La posizione del premier resta quella di un sostegno agli Eurobond e di un no all'utilizzo del Mes considerato uno strumento inadeguato.

Le distanze che restano

I ministri dell'Economia sono divisi su due punti: il ricorso alle linee di credito del Mes anche se con condizionalita' "light" e un fondo per emettere dei "bond" che dovrebbero finanziare la ripresa attraverso la mutualizzazione del debito. Sul tavolo dell'Eurogruppo ci sono anche una serie di proposte su cui si registra un maggior consenso, come il piano da 200 miliardi della Bei per garantire liquidità alle imprese e lo strumento SURE da 100 miliardi per aiutare gli Stati membri a finanziare meccanismi come la cassa integrazione.

La riunione si annuncia lunga: il ministro maltese delle Finanze, Edward Scicluna, ha scritto su Twitter che la "maratona" negoziale potrebbe andare avanti fino a domani mattina.

Nord contro Sud

Le posizioni del blocco del Nord, guidato da Olanda e Germania e quello del Sud, con Italia, Francia e Spagna in testa, rimangono distanti. I paesi piu' colpiti dal virus, Roma e Madrid in particolare continuano a chiedere la creazione di una forma di strumento di debito comune per fronteggiare la crisi sanitaria e le conseguenze economiche causate dalla crisi. Posizione condivisa da altri paesi tra cui Grecia, Malta, Lussemburgo e Irlanda. Ma il blocco dei 'rigoristi' (con L'Aia e Berlino sarebbero schierati anche Danimarca, Austria, Svezia e baltici secondo fonti Ue) insiste sul fatto che gli strumenti ad oggi a disposizione sono sufficienti, a cominciare dal Mes seppur aperto a condizionalità. Ipotesi che l'Italia respinge senza l'apertura a una 'quarta gamba' di interventi, ovvero appunto una soluzione che si avvicini a un bond comune.

Poco prima dell'incontro, Centeno ha invitato i ministri "a prendere un chiaro impegno per un piano di ripresa coordinato e di vasta portata" dopo l'epidemia, citando i tre punti sul tavolo: Mes, intervento della Bei e piano della Commissione per le misure di sostegno alla disoccupazione, senza menzionare alcuno strumento che possa avvicinarsi all'ipotesi di bond garantito da un debito comune come richiesto da Roma. 

La proposta francese

La Francia ha provato mettere sul tavolo una ipotesi di compromesso, proponendo un fondo in grado di emettere debito comune verso gli Stati membri, ma limitato ai servizi pubblici essenziali, come la sanità o le industrie in particolare difficoltà. Il ministro delle finanze Bruno Le Maire chiede che questa "opzione" sia "menzionata" nelle conclusioni dei ministri, anche se dettagliata in seguito. Secondo alcune fonti europee per evitare lo stallo una formulazione vaga su uno strumento del genere potrebbe essere inserita nelle conclusioni e poi affidata al negoziato politico dei leader che potrebbero vedersi in videoconferenza la settimana prossima. Ma al momento non c'e' intesa e il dibattito prosegue.