Accordo più vicino sul Mes. Resta il no di Berlino agli eurobond

Accordo più vicino sul Mes. Resta il no di Berlino agli eurobond

Martedì si potrebbe arrivare a un'intesa politica su un pacchetto di misure che comprende l'utilizzo di una linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità per i paesi che ne faranno richiesta

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Bruxelles Ue (Afp)

 L'Eurogruppo di martedì potrebbe arrivare a un accordo politico su un pacchetto di tre misure per reagire alla crisi economica provocata dal Coronavirus, che comprende l'utilizzo di una linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità per i paesi che ne faranno richiesta. Per il momento sembra esclusa, invece, la possibilità di un compromesso sui Coronabond, su cui resta l'opposizione di Germania e Olanda, o sul Fondo di debito comune proposto dalla Francia. E' quanto si apprende a Bruxelles, dopo le discussioni tra gli sherpa dei ministri delle Finanze all'Euro Working Group.       

Secondo diverse fonti, il lavoro tecnico all'Euro Working Group sulla linea di credito a condizioni rafforzate (ECCL) del Mes ha fatto passi avanti sostanziali. Nessuno Stato membro si è opposto alle ECCL, tuttavia resta ancora del lavoro sulle modalità di attivazione del meccanismo.  Una nuova riunione in teleconferenza degli sherpa dei ministri delle Finanze è programmata lunedì, alla vigilia dell'Eurogruppo. Ci sarebbe ampio sostegno su una condizionalità “light”: per accedere alla linea di credito gli Stati membri dovrebbero firmare un memorandum di intesa impegnandosi a destinare le risorse e a all'emergenza sanitaria e economica rispettare il Patto di Stabilità e Crescita. Poiché le regole del Patto di Stabilità sono sospese, per il momento non ci sarebbero condizioni in termini di deficit e debito. Una volta superata la fase più acuta della crisi economica, quando le regole del Patto torneranno pienamente in vigore, gli Stati membri dovrebbero rispettare gli obiettivi di bilancio per rientrare sotto i limiti di deficit e debito.     

Anche il meccanismo di monitoraggio sarebbe “light”, limitandosi al coinvolgimento della Commissione e del Mes senza ricorrere alla formula della Troika. L'ammontare delle risorse da destinare alle linee di credito dovrebbe aggirarsi attorno ai 230-240 miliardi (circa il 2% del Pil).         ​     

L'Eurogruppo del 7 aprile potrebbe discutere anche di un nuovo strumento interno al Mes, da affiancare alla linea di credito, anche se finora non c'è stato un negoziato all'Euro Working Group: introdurre uno strumento di liquidità rapida (Rapid Liquidity Instrument) da 80 miliardi per sostenere i costi sanitari e economici della risposta all'emergenza Coronavirus. Secondo una fonte, si tratterebbe di un concetto ancora "embrionale", che eventualmente sarà sviluppato nelle prossime settimane.     

Le altre due misure su cui sta emergendo un consenso in vista dell'Eurogruppo di martedì sono un potenziamento del ruolo della Banca Europea per gli Investimenti, che dovrebbe destinare 200 miliardi alla liquidità per le imprese, e lo strumento “SURE” proposto dalla Commissione, che dovrebbe raccogliere 100 miliardi sui mercati per aiutare gli Stati membri a finanziare cassa integrazione e sussidi di disoccupazione. Nessun passo avanti, invece, è stato fatto sui Coronabond e la mutualizzazione del debito. “E' una linea rossa per Olanda e Germania”, spiega una fonte. La proposta della Francia di un Fondo ad hoc temporaneo che emetta titoli comuni potrebbe finire direttamente sul tavolo dei capi di Stato e di governo.