Il colosso cinese Xiaomi ha già superato la crisi da coronavirus

Il colosso cinese Xiaomi ha già superato la crisi da coronavirus

L'azienda, e in particolare il segmento smartphone, ha fatto registrare numeri importanti nell'ultimo trimestre del 2019. E dopo l'emergenza la produzione è già tornata all'80-90%

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Xiaomi ha registrato un aumento del 27% delle entrate nel trimestre ottobre-dicembre 2019, oltre le stime degli analisti. Non solo. Le vendite nel quarto trimestre sono salite a 56,5 miliardi di yuan (8 miliardi di dollari) da 44,42 miliardi di yuan nello stesso trimestre dell'anno precedente.

Mentre le entrate del segmento smartphone sono aumentate del 23% nel quarto trimestre (per complessivi 30,8 miliardi di yuan). Nel 2019, le entrate di Xiaomi dai mercati esteri sono state di 91,2 miliardi di yuan, con un aumento del 30,4% su base annua. Nel quarto trimestre del 2019, le entrate all'estero sono cresciute del 40,7% su base annua a 26,4 miliardi di yuan, pari al 46,8% delle entrate totali.

Attualmente, i prodotti Xiaomi sono presenti in oltre 90 paesi e regioni in tutto il mondo. Secondo Canalys, le spedizioni di smartphone Xiaomi si sono classificate tra le prime cinque in 45 paesi e regioni nel 2019. Fra i mercati che sono cresciuti maggiormente c'è l'Italia dove Xiaomi è diventato il quarto produttore di apparecchiature Tlc per quota di mercato con le spedizioni di smartphone cresciute del 206%. È quanto emerge dal rapporto sui risultati finanziari di chiusura del 2019 presentato questa mattina dalla compagnia cinese. 

Il presidente di Xiaomi Wang Xiang nel corso della presentazione ha detto che la produzione di Xiaomi in Cina è tornata all'80-90% del normale e lo stesso si può dire del mercato interno che è entrato in una "fase di pieno recupero, superiore alle attese".

Xiang ha aggiunto: "La nostra preoccupazione quando è esplosa l'epidemia in Cina è stata tutelare la salute dei nostri dipendenti a cui abbiamo offerto la possibilità di rimanere a casa. In questo modo siamo riusciti a non avere nemmeno un caso di coronavirus nei nostri impianti. Certamente la catena di approvvigionamento è stata colpita ma già a fine febbraio-inizio marzo abbiamo potuto concentrarci sulla ripresa delle attività". 

Wang ha spiegato che Xiaomi può contare ora su un vantaggio competitivo essendo stata colpita molto meno dei suoi concorrenti e si è detto fiducioso che anche nel resto dei mercati la ripresa sarà rapida una volta passata l'ondata del contagio. "Siamo fiduciosi sulle prospettive dei nostri mercati esteri - ha detto - e quando l'epidemia sarà sotto controllo saremo pronti a offrire in tempi molto rapidi i nostri prodotti alla clientela".