"Bisognava dare alle banche i soldi da distribuire alle persone, non ai Comuni" 

"Bisognava dare alle banche i soldi da distribuire alle persone, non ai Comuni" 

Il presidente dell'Aiad e ex deputato di Fratelli d'Italia, Guido Crosetto, all'AGI: "Confesso che sono spaventato e non vedo in altri la mia ansia, non riesco a capire la tranquillità"

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© Mimmo Frassineti / AGF 
- Guido Crosetto

"Doveva essere utilizzato il sistema bancario, in automatismo e senza burocrazia, per dare soldi alle singole persone, con controlli delle banche e a posteriori". È di questo parere Guido Crosetto, presidente dell'Aiad, l'associazione delle imprese di aerospazio e difesa secondo cui "l'economia italiana ha bisogno di una forte iniezione di liquidità per sopravvivere: se un paziente ha bisogno di una trasfusione si dà tutto il sangue che serve in maniera immediata".

Crosetto non nasconde la sua forte preoccupazione: "Confesso che sono spaventato - riferisce all'AGI - e non vedo in altri la mia ansia, non riesco a capire la tranquillità". Per l'ex deputato di Fratelli d'Italia "il momento è esiziale": fermare l'attività economica significa bloccare la circolazione del sangue in un organismo.

"Il rischio - fa notare - è di far morire la parte più debole del sistema, sia lavoratori autonomi sia dipendenti di aziende che non possono anticipare la cassa integrazione e si ritrovano senza entrate". 

Non adeguata, per Crosetto, la scelta di destinare 400 milioni ai Comuni per far fronte alle esigenze dei più deboli: "Doveva essere utilizzato il sistema bancario, in automatismo e senza burocrazia, per dare soldi alle singole persone, con controlli delle banche e a posteriori. Se hai soldi sul conto, non ricevi denaro e se allo sportello rilasci una dichiarazione falsa, sarai punito dopo con delle sanzioni. Ai Comuni doveva restare il compito di occuparsi di coloro che non hanno un conto corrente o un conto postale".

Ma quali stanziamenti si potevano mettere in campo per sostenere tutti? "Non è il momento di quantificare quante risorse servono - risponde Crosetto - bisogna utilizzare tutte quelle che sono necessarie". C'è una parte della cittadinanza che "non puo' restare neanche tre mesi senza reddito", perché ha troppe spese a cui non può fare fronte, ma "a cascata nessuno resta immune"; "è l'effetto domino che mi spaventa".

Secondo Crosetto, l'Italia ha agito in ritardo e con misure insufficienti: "bisognava aprire, con garanzia sovrana, delle linee di credito a tutte le aziende, in percentuale al fatturato, linee di credito necessarie per pagare stipendi o cassa integrazione". Si trattava quindi di aumentare fino al 100% la norma di garanzia sui finanziamenti, per impedire alle banche di diminuire i fidi. "Svizzera, Germania, Inghilterra, Stati Uniti - sostiene - hanno capito che bisognava non far mancare liquidità al sistema economico e distribuirla nella tasche dei cittadini".

L'incontro di oggi pomeriggio tra ministero del Lavoro, Abi e parti sociali per l'anticipo degli ammortizzatori sociali "andava fatto 15 giorni fa". Ma per Crosetto c'è un altro fronte su cui occorre urgentemente intervenire, quello delle regole di Basilea: "Il governo deve sollevare il tema in sede europea e qualcuno deve dirlo all'Eba. Se non fanno saltare i parametri di Basilea e non si cambiano le regole dei rating, le banche non potranno neanche erogare credito".