Il coronavirus spaventa i mercati: Borse europee in calo, tiene Milano, crolla Wall Street

Il coronavirus spaventa i mercati: Borse europee in calo, tiene Milano, crolla Wall Street

Attesa per le decisioni della Bce domani. Lo spread scende a 193 punti. Giù anche petrolio e oro

Borse  in calo Milano Bce Wall Street

© ARNE DEDERT / DPA / dpa Picture-Alliance - La borsa di Francoforte

Seduta all'insegna della volatilità per le Borse europee che, dopo aver aperto positive, hanno virato in negativo dietro Wall Street in profondo rosso e influenzate dal nuovo ribasso del petrolio. Al momento il Dow Jones perde il 4,5% e lo S&P 500 il 3,8%.

Chiude invece positiva Milano che, dopo aver oscillato sulla parità, si è fermata a +0,33%: l'indice Ftse Mib è stato spinto dal forte recupero dei titoli bancari. Negative invece Londra (-1,52%), Parigi (-0,57%) e Francoforte (-0,37%). Recupera terreno in finale lo spread, che dopo essere salito oltre i 200 punti, ha chiuso a 193. In calo il prezzo del petrolio e in lieve flessione la quotazione dell'oro.

Dopo la dichiarazione di pandemia da parte dell'Oms e le affermazioni della presidente della Bce Christine Lagarde sui rischi di una crisi come quella del 2008, i mercati guardano alle azioni delle banche centrali e alle misure che gli Stati e le istituzioni stanno adottando per arginare gli effetti negativi sull'economia del coronavirus

Dopo la Fed oggi sono scese in campo la Banca di Inghilterra, che ha messo a punto un vigoroso taglio di 50 punti base, dallo 0,75% allo 0,25%. Anche la Banca d'Islanda ha ridotto il suo tasso di riferimento di 0,5 punti al 2,25%. Ma l'attesa è tutta per le decisioni che assumerà domani la Bce. Lagarde ha avvertito che si corrono forti rischi se non si corre ai ripari e ha assicurato che la Bce scenderà in campo con tutti gli strumenti necessari.

Sul fronte delle materie prime il petrolio ha aperto in rialzo ma poi è sceso ed ora perde oltre il 3%, a seguito dell'annuncio da parte di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti di voler aumentare la produzione di un milione di barili al giorno; a pesare anche il dato sulle scorte settimanali Usa, aumentate oltre le attese. Infine, sul mercato dei cambi l'euro scende in chiusura ​sotto quota 1,13 dollari, a 1,1274 dollari.