(AGI) - Napoli, 31 mar. - Se le sanzioni per la crisi ucraina,il calo del prezzo delle fonti energetiche e la perdita divalore del rublo hanno influito sugli scambi tra Russia e altriPaesi, tra cui l'Italia, questa resta il quarto partnercommerciale della Federazione. E l'invito, dal bilateraleItalia-Russia organizzato a Napoli dall'associazione ConoscereEurasia e dal Forum economico internazionale di SanPietroburgo, e' a lavorare a un riposizionamento e di unariorganizzazione che trasformi il made in Italy in "made byItaly" o "made with Italy". Non abbandonare il mercato russo,quindi, ma modificare la cooperazione commerciale portandoanche la tecnologia e il know how italiani sul territorio dellaFederazione. "Le aziende italiane devono continuare a esserepresenti in Russia - dice l'ad del Forum, Sergey Belyakov - cisono altri mercati pronti a rilevare le quote che rimarrebberolibere e a intaccare il posizionamento acquisito da anni direlazioni commerciali". Dalla sua, l'ambasciatore di Mosca inItalia, Sergey Razov non nasconde i dati congiunturalinegativi, ma assicura che "l'economia russa e' robusta, ilrublo si sta stabilizzando, nel 2014 il saldo delle operazionie' positivo e l'opinione pubblica e' soddisfatta della politicadel governo". Il calo dell'export ha riguardato non solo iprodotti oggetto delle sanzioni, come l'agroalimentare (-38%),ma anche altri comparti cruciali per l'economia italiana, qualila moda e l'abbigliamento (-16,4%). Proprio da qui, come dalturismo e dalle nuove tecnologie bisogna ripartire, in attesadella fine della crisi geopolitica. "Queste iniziative servonoper continuare un dialogo proficuo tra le aziende itaiane e laRussia", evidenzia il presidente di Conoscere Eurasia, AntonioFallico, anche per far fronte all'attuale immobilismo che hacolpito tutti i settori. Il Comune di Napoli "sta facendo lasua parte promuovendo una serie di iniziative commerciali eculturali - ricorda il sindaco Luigi de Magistris - per esempioportando il teatro San Carlo a Mosca e San Pietroburgo". .