Arriva Multiversum, il bitcoin made in Italy

La tecnologia blockchain dell'azienda verrà utilizzata da un partito italiano per un esperimento di gestione del voto all'estero

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Nel variegato mondo delle criptovalute​, con circa 1.500 prodotti presenti sul mercato internazionale, l'ultima novità arriva dall'Italia con Multiversum che, secondo il suo creatore, Andrea Taini, non ha fini speculativi ma punta a sviluppare un "Crypto database relazionale" a vantaggio di chi ha bisogno di gestire grandi volumi di persone e di dati. E, dopo aver raccolto attualmente oltre 10 milioni di euro (da investitori del Nord d'Italia e da diverse altre parti del mondo) la 'bitcoin' nostrana ha già un partner di peso: Ezio Luigi Fabiani, coordinatore di Forza Italia UK.

All'apparenza la vicenda sembra piuttosto singolare: un gruppo di italiani si inventa una criptovaluta emessa da una società con sede principale in Bielorussia e sede secondaria a Budapest, raccoglie oltre 10 milioni di euro da investitori dell'Italia settentrionale, dall'Asia e da altri parti del mondo e ottiene la partnership con il coordinamento britannico di Forza Italia per il progetto del voto elettronico. Esaminando i dati l'operazione non è poi così fumosa. L'emissione di un'ulteriore valuta virtuale è infatti una nuova formula di finanziamento per le startup definita Ico (Initial coin offering) ed è uno strumento in forte crescita utilizzato in misura rilevante dalle startup che propongono soluzioni basate sulla blockchain​ (in italiano "catena di blocchi", può essere definita come un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche per rendere disponibile alla comunità di utenti un database virtuale).

La maggior parte di queste operazioni, secondo un'analisi del quotidiano britannico 'The Guardian', e' considerata come una sorta di crowdfunding per le startup di cryptomonete. Il ritorno finanziario degli investitori, o meglio di coloro che per primi credono nelle potenzialità della startup, è essenzialmente legato a quanto il valore della nuova cryptocurrency, emessa dalla startup stessa, salirà nel tempo. Il meccanismo, secondo 'The Guardian', è quindi molto simile a quello di una Ipo (Initial public offering) tradizionale, quindi alla quotazione in Borsa con però due importanti differenze: la prima è che l'Ico avviene all'inizio della vita della startup e quindi è in grado di portare valore finanziario da subito; e la seconda è che non richiede, essendo non regolamentata, i tempi e i costi finanziari e burocratici tipicamente legati a una Ipo.

Cosa c'entra Forza Italia?

In questo quadro, Multiversum vorrebbe offrire la gestione organizzata dei dati complessi, candidandosi a diventare una tecnologia Blockchain evoluta (detta Blockchain 4.0) per offrire soluzioni al mondo della crypto validazione e distribuzione, in grado di essere utilizzata in qualsiasi ambiente: amministrativo, industriale, finanziario e governativo. E qui entra in gioco il coordinamento di Forza Italia nel Regno Unito.

La branch britannica, spiega Ezio Fabiani, coordinatore degli "azzurri" nel Regno Unito, "ha deciso di impegnarsi nell'elaborazione di una proposta sul voto elettronico degli Italiani all'estero. "Elio Riba, nostro militante e collaboratore di Multiversum, ci ha messo in contatto con la società visto che questa tecnologia blockchain può permettere il voto elettronico invisibile e immodificabile". La proposta consiste nell'applicare la Blockchain sia alla gestione del codice a barre sia nello spoglio delle schede, fino alla creazione di un sistema di voto interamente elettronico. "Questo lavoro, che non prevede alcun costo a nostro carico - prosegue Fabiani - è propedeutico ad una proposta politica che stiamo elaborando nel dettaglio ed abbiamo proposto agli organi nazionali di Forza Italia".

Insomma, la vicenda è quella di una startup che si finanzia con l'emissione di una criptovaluta e di un gruppo di militanti di un partito che vede in questa startup uno strumento per elaborare una proposta di miglioramento del sistema di voto dei residenti all'estero. Secondo l'azienda i punti di forza del progetto sono la capacità di poter 'processare' differenti transazioni parallelamente e quindi di aumentare all'infinito la capacità di processo aggiungendo nuovi processori senza sostituire quelli esistenti. 



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