Cosa c'è da aspettarsi dalla missione di Tria in Cina

Il ministro dell'Economia atterra oggi a Pechino, città che frequenta già, per ragioni accademiche, dagli anni '70

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Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sarà in missione in Cina a partire da oggi, 27 agosto. Pechino e Shanghai, dal 30 agosto prossimo, saranno le tappe del viaggio, la cui conclusione è prevista per il 1 settembre prossimo. Intensificare le relazioni economiche, finanziarie e commerciali e consolidare i rapporti tra Italia e Cina a più livelli sono i principali obiettivi della visita, che comincierà ufficialmente martedì prossimo, il giorno dopo l'arrivo a Pechino.

Nel programma del 28 agosto prossimo ci sono gli incontri di profilo più elevato: quello con il suo omologo cinese, il ministro delle Finanze Liu Kun, e, a seguire, i colloqui con il governatore della Banca centrale cinese, la People's Bank of China, Yi Gang, nominato a marzo scorso al vertice dell'istituto che regola la politica monetaria di Pechino.

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Nella delegazione che accompagnerà Tria in Cina saranno presenti anche il vice direttore generale di Banca d'Italia, Fabio Panetta, l'amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo, e l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà. 

E, nel frattempo, arriva il verdetto di Fitch

Il trasferimento a Shanghai è previsto per il 30 agosto prossimo. Nella metropoli finanziaria cinese, il ministro, secondo quanto confermato nella nota di venerdì scorso dal ministero dell'Economia e delle Finanze, farà una visita alla Borsa e avrà altri incontri con le istituzioni locali e con la comunità italiana che opera nella città. La visita a Shanghai sarà scandita anche da un evento esterno, ovvero il giudizio dell'agenzia di rating Fitch, attesa per il 31 agosto prossimo, che attualmente ha sull'Italia un rating BBB con outlook stabile. 

Nel corso della visita in Cina, sono in programma anche incontri con la comunità finanziaria cinese e con esponenti della comunità d'affari italiana in Cina, per rafforzare i rapporti economici tra i due Paesi. I legami tra Roma e Pechino sono sempre piu' importanti, non solo per la galassia di partecipazioni cinesi in settori strategici e per i numerosi investimenti in più settori dell'industria e dell'economia italiane, ma anche in virtù di un aumento degli scambi tra Roma e Pechino: lo scorso anno, l'interscambio tra Italia e Cina è salito a quota 49 miliardi di dollari e il deficit commerciale italiano nei confronti della Repubblica popolare si è ridotto, scendendo sotto quota nove miliardi di dollari (8,8 miliardi di dollari). 

Una familiarità di lunga data con il Dragone

Ancora da definire, invece, i momenti di incontro con esponenti del mondo accademico cinese, al momento previsti per entrambe le tappe della visita. Tria ha intessuto legami, nel corso della sua carriera, con colleghi cinesi in entrambe le grandi città della Cina. Quella di questa settimana, sarà la prima visita nel Paese nella veste di ministro e la sua prima visita al di fuori dell'Unione Europea da quando si è insediato in via XX settembre.

Le frequentazioni con il mondo accademico cinese risalgono alla fine degli anni Settanta - quando era visiting scholar all'Università di Pechino, uno dei più prestigiosi atenei cinesi - e l'ultima volta che si era recato in Cina risale a solo poche settimane prima della nomina ministro dell'Economia: fu ad aprile 2018, in occasione del lancio del Sino-European Research Center in Finance and Economic Development, realizzato in collaborazione tra la Capital University of Finance and Economic di Pechino, e l'università di Tor Vergata, nella veste di preside della Facoltà di Economia dell'ateneo romano.



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