"Entro il 2025 metà delle auto ibride o elettriche". Cosa ha detto Marchionne a Detroit

Durante il Salone dell'auto il numero uno di Fca ha parlato del futuro dell'automotive, ma anche di Italia: "Attenti a promettere riforme fiscali"

"Entro il 2025 metà delle auto ibride o elettriche". Cosa ha detto Marchionne a Detroit
 (Afp)
 Sergio Marchionne, ceo di Fca

Entro il 2025 la metà delle auto prodotte al mondo sarà elettrificata e i veicoli a gas e a benzina cederanno il passo a quelli ibridi ed elettrici. È quanto ha sottolineato l'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, in un'intervista a Bloomberg. Secondo il top manager, "i produttori d'auto hanno meno di un decennio per reinventarsi" o rischiano di essere travolti dal cambiamento nel modo di alimentare, guidare e acquistare i veicoli".

E ha aggiunto: "le case automobilistiche dovranno affrettarsi a separare i prodotti che si trasformeranno in commodity da quelli che manterranno un brand". "Questo business non è mai stato adatto per i deboli di cuore" ha  continuato Marchionne, "i cambiamenti tecnologici che sono in arrivo lo renderanno probabilmente ancora più sfidante di quanto non lo sia mai stato".

Obiettivi Fca confermati, e Marchionne fuga i dubbi sull'Italia

Sergio Marchionne, in conferenza stampa al Salone dell'auto di Detroit, ha quindi confermato gli obiettivi di Fiat Chrysler Automobiles per il 2017 e per il 2018. "Non ho alcuna indicazione negativa per quanto riguarda il 2017 e confermo gli obiettivi dell'anno e, in gran misura, quelli che abbiamo detto per il 2018. C'è stato un adeguamento del valore del titolo che riflette il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti", ha aggiunto. 

Il nuovo piano strategico al 2022, assicura Marchionne, "eliminerà qualsiasi dubbio per quanto riguarda l'impegno di Fca in Italia e lo sviluppo della rete industriale". "Credo che il piano che si dovrà presentare entro il primo semestre deve per necessità affrontare la conclusione del processo della ristrutturazione industriale della rete italiana - ha osservato - dobbiamo completare lo sviluppo della Maserati e dell'Alfa Romeo. Sono cose che abbiamo cominciato a fare cinque o sei anni fa e che dobbiamo completare. Non possiamo lasciare l'Alfa che è un lavoro incompiuto, nonostante il successo che abbiamo avuto".

Marchionne ha poi assicurato che il piano "chiarirà tutta la vicenda italiana". In ogni caso l'obiettivo è quello del pieno utilizzo degli stabilimenti con con un piano sui prodotti. "In Italia non abbiamo perso niente: non abbiamo abbiamo perso dipendenti, abbiamo ancora tutti gli stabilimenti che avevamo prima e stiamo cercando di utilizzarli. Andrà confermato in maniera ufficiale come parte del piano. Poi dipenderà dal mercato - ha concluso - spero che il marcato globale ci offrirà abbastanza domanda da soddisfare".

E alla politica italiana, "Attenti a promettere riforme fiscali"

Sempre a proposito di Italia, il numero uno di Fca ha poi detto che le riforme fiscali, come negli Stati Uniti, "sono tutte cose da auspicare, ma l'Italia è il terzo Paese più indebitato del mondo" e "occorre fare i conti prima di annunciare queste cose". "Starei attento a promettere queste riforme fiscali senza guardare al deficit e al finanziamento del debito pubblico", ha rimarcato, riferendosi probabilmente al tema della flat tax che sta tenendo banco durante la campagna elettorale. 

Marchionne, ha inoltre escluso categoricamente di volersi comprare la Ferrari quando lascerà la guida di Fca. "Tutte menate", ha risposto Marchionne interpellato al salone dell'auto di Detroit sulle indiscrezioni di stampa in questo senso. "Vabbè che siamo ottimisti - ha osservato - cerchiamo di vincere il mondiale e di fare una barca di soldi e saremo tutti contenti".

 



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