Palazzo Chigi: il condono non era stato verbalizzato in Cdm

La dichiarazione integrativa al centro dello scontro tra Lega e M5s non era inclusa nel testo, dove l'articolo 9 risultava in bianco

manovra manina nota palazzo chigi 
 (Agf)
 Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini 

"La bozza del decreto fiscale che gli uffici hanno fatto trovare durante il Consiglio dei Ministri non conteneva la dichiarazione integrativa di cui all'articolo 9: questa norma risultava in bianco proprio perché l'accordo politico è stato raggiunto poco prima e gli uffici non hanno fatto in tempo a tradurlo sul piano della formulazione tecnico-giuridica". È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

"A ulteriore precisazione si chiarisce che la cosiddetta dichiarazione integrativa (condono: art.9) è stata oggetto di una discussione politica che si è protratta a lungo sino all'inizio dei lavori del Consiglio dei Ministri - precisa la nota di palazzo Chigi - su di essa si è formato un accordo politico e sulla base di esso, riassunto dal Presidente Conte a beneficio dei presenti, si è entrati in consiglio dei ministri".

"A Consiglio avviato - si legge ancora nel comunicato - è stato portato al presidente Conte un foglio contenente una prima traduzione tecnica dell'accordo politico: in pratica l'articolo 9 sulla dichiarazione integrativa". "Il foglio non è stato distribuito a tutti i ministri presenti - precisa la nota di Chigi - e il Presidente si è limitato a riassumere a beneficio di tutti i termini dell'accordo raggiunto sul punto, riservando a un momento successivo la verifica tecnica come è normale che sia per tutte le disposizioni giuridiche".

"Non c'è stata quindi la verbalizzazione specifica del contenuto dell'articolo 9, il cui testo, appena arrivato, andava comunque verificato successivamente nella sua formulazione corretta dagli Uffici della Presidenza", conclude la nota.



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