Cosa c'è scritto nella lettera del governo all'Ue sulla manovra

Tria scrive a Bruxelles per rispondere ai rilievi della Commissione e mette in chiaro i programmi sul deficit, la flessibilità e il piano di interventi sulle infrastrutture e il territorio. E il governo va allo scontro con l'Ue

Manovra governo lettera Ue 
JOHN THYS / AFP
 
 Giovanni Tria

Il governo sfida l'Ue sulla Legge di bilancio ma assicura che il debito scenderà con le privatizzazioni.

La versione rivista del Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2019, inviata nella notte all'esecutivo di Bruxelles, lascia invariate le stime di crescita sul Pil all'1,5% e sul deficit/Pil al 2,4% che resta un "limite invalicabile", dichiara il ministro dell'Economia e delle finanze, Giovanni Tria, nella lettera all'Ue che accompagna il testo.

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"Per accelerare la riduzione del rapporto debito/Pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha deciso di innalzare all'1% del Pil per il 2019 l'obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico", spiega Tria.

I soldi che verranno dalle privatizzazioni

"Gli incassi derivanti dalle privatizzazioni - prosegue - costituiscono un margine di sicurezza per garantire che gli obiettivi di riduzione del debito approvati dal parlamento siano raggiunti anche qualora non si realizzi appieno la crescita del Pil ipotizzata. Tenuto conto di tali introiti e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito/Pil sarebbe ancora più marcata, e pari a 0,3 punti quest'anno, 1,7 punti nel 2019, 1,9 punti nel 2020 e 1,4 nel 2021".

Il rapporto deficit/Pil

Il rapporto debito/Pil scenderebbe dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021. Le dismissioni, aveva anticipato il vicepremier Luigi di Maio, "non includono gioielli di famiglia", ma solo beni immobili di ordine minore.

Un miliardo per ponti e gallerie

Nella lettera, Tria annuncia che il governo investirà un miliardo per la messa in sicurezza della rete stradale. Il crollo del ponte Morandi a Genova ha evidenziato la necessità di intraprendere un programma di manutenzione straordinaria, osserva il ministro. "A tal fine, la nuova Legge di bilancio dedica 1 miliardo di euro per il 2019 specificatamente alle messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale quali viadotti, ponti, gallerie. Gli interventi - precisa ancora Tria - riguarderanno opere realizzate nella stessa epoca o precedenti il ponte Morandi".

Flessiibilità di fronte alle catastrofi

Il governo chiede anche "l'applicazione della flessibilità per eventi eccezionali", spiegando che "per il prossimo triennio" le spese saranno "pari a circa lo 0,2% del Pil". Tria cita gli eventi alluvionali "di particolare gravità" che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane. "Si tratta di eventi inattesi che in qualche misura sono anche testimonianza di un territorio ancora troppo esposto al dissesto idrogeologico"

Un piano quinquennnale contro in dissesto del territorio

Il governo predisporrà "a breve - indica Tria - un piano per contrastare il dissesto, da avviare in tempi rapidi e realizzare nel prossimo quinquennio, secondo un cronoprogramma definito".

Saranno previste "azioni di semplificazione e accelerazione delle procedure decisionali e attuative, nonche' misure per rafforzare le competenze tecniche nelle pubblica amministrazioni, funzionali ad accelerare la realizzazione degli interventi necessari".

Le misure espansive

"Pur introducendo misure di sostegno innovative e un'attenuazione ai vincoli per il pensionamento, l'espansione fiscale decisa dal governo resta contenuta alla misura strettamente necessaria a contrastare il rallentamento del ciclo economico", dichiara Tria rispondendo ai rilievi mossi dall'Ue sulla manovra. "Grazie all'espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, e alla riduzione del carico fiscale sulle piccole imprese la manovra consentirà di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei. Il governo - conclude il ministro - resta fiducioso sulle possibilità di conseguire gli obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione". 



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