"Il sistema sta fallendo, non lo riconosco", ha ammesso il padre del web 

"Il sistema è compromesso da pochi giganti che governano il web, e il clickbait sta uccidendo verità e democrazia". Tim Berners-Lee ha parlato al Guardian

"Il sistema sta fallendo, non lo riconosco", ha ammesso il padre del web 
 (Afp)
 Tim Berners-Lee

"Il sistema sta fallendo". Parola di chi l'ha inventato. Tim Berners-Lee, l'uomo che ha concepito il web, ha raccontato al Guardian la sua visione di internet e delle ultime derive. Si dice ancora "ottimista", ma con una metafora che descrive la difficoltà di rimanerlo: "Sono un ottimista che sta in cima a un collina, aggrappato a una staccionata mentre una brutta tempesta mi soffia in faccia". E le cose "stanno andando sempre peggio". Berners-Lee, però, non molla. E continua con la sua metafora: "Dobbiamo stringere i denti e restare aggrappati al recinto, senza dare per scontato che la rete ci porterà cose meravigliose".

"Fatturare con clickbait non aiuta l'umanità a promuovere verità e democrazia"

Non è la prima volta che il padre del web lancia l'allarme. Lo scorso marzo aveva scritto una lettera in cui sottolineava il pericolo di un modello di business basato su algoritmi, clic facili e cessione dei dati personali in cambio di gratuità. "Ho immaginato il web come una piattaforma aperta che permettesse a chiunque e ovunque di condividere informazioni, avere accesso a opportunità e collaborare al di là dei confini geografici e culturali", aveva scritto Berners-Lee. "In molti modi, il web è stato all'altezza di questa visione. Ma negli ultimi 12 mesi sono stato sempre più preoccupato". È lo stesso aggettivo che usa oggi: "Preoccupato". Perché, spiega, "il modo in cui si fattura online, con il clickbait, non aiuta l'umanità a promuovere verità e democrazia". "Questa - aggiunge - non è democrazia. È un sistema che ci sta mettendo nelle mani delle compagnie più manipolative che esistono". Il problema di base è la visione degli utenti, ormai "distorta". "Siamo così abituati a essere manipolati che pensiamo che internet funzioni così. E invece dovremmo pensare a come internet dovrebbe essere".

"La libertà e la neutralità della rete è compromessa"

Continua nella sua analisi Tim Berners-Lee: "Uno dei problemi del cambiamento climatico è stato far realizzare alle persone che era stato originato dall'uomo. Adesso c'è lo stesso problema con i social network". La pubblicità mirata e l'uso disinvolto dei dati, in altre parole, non sono internet ma un sistema "creato dall'uomo". I social network e le altre grandi piattaforme starebbero tradendo il motivo per cui sono nati (ed è nato il web): "Se non sono al servizio dell'umanità, allora dovrebbero cambiare". La concentrazione del potere nelle mani di poche, enormi, società, mette a rischio anche la neutralità della rete. Cioè la possibilità di accedervi (per utenti e imprese) senza discriminazioni. E invece ci sono dei "guardiani" (così li definisce Berners-Lee) che decidono chi sta dentro e chi sta fuori. E così facendo "ostacolano l'innovazione" perchè sono in grado di decretare "vincitori e vinti". La connettività invece, conclude, "è un bene pubblico, come l'acqua potabile". 



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