L'altoforno 2 dell'Ilva non verrà spento

il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso della gestione commissariale dell'acciaieria

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ANDREAS SOLARO / AFP
Ex Ilva 

L'altoforno 2 non rischia più lo spegnimento. Il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso di Ilva​ in amministrazione straordinaria contro la mancata proroga all'uso dell'altoforno 2 per gli ulteriori lavori di messa in sicurezza. È di 21 pagine la motivazione con cui è stato respinto il no che era stato espresso dal giudice Francesco Maccagnano lo scorso 10 dicembre nonostante la Procura di Taranto il giorno prima avesse dato assenso alla proroga.

Secondo fonti vicine alla difesa di Ilva in as, da parte del collegio del Riesame c'è stato un accoglimento pieno del ricorso e la proroga per i lavori di messa in sicurezza è sino ad un massimo di 14 mesi con tappe intermedie di 9 e 10 mesi. Ovvero i tempi stabiliti da Ilva per installare le sei nuove macchine già ordinate per i due campi di colata dell'altoforno 2.

Le prime ad essere installate saranno le due macchine a tappare che poi sono anche quelle chieste espressamente dal custode giudiziario Barbara Valenzano. Tutte le macchine ordinate, e in parte già pagate come acconto, hanno un costo di circa 11 milioni di euro. Le altre quattro macchine ordinate sono due a tappare e due campionatori automatici della ghisa. Le macchine servono ad automatizzare il ciclo di colata della ghisa dall'impianto.

In particolare i tempi fissati dai giudici sono: 6 settimane dal 19 novembre per l'adozione dei cosiddetti dispositivi attivi, 9 mesi per la macchina a tappare, 10 per il campionatore automatico e 14 per la macchina a forare. Il verdetto del Riesame interrompe le procedure di spegnimento dell'altoforno 2 che da domani sarebbero entrate in una fase cruciale. 



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