Huawei investirà più di 3 miliardi di dollari in Italia

L'amministratore delegato del colosso cinese in Italia illustra le linee di intervento e assicura: le tensioni con gli Usa non cambieranno le relazioni tra Shenzhen e Milano

Huawei investimenti Italia
Huawei
Enrica Banti, Thomas Miao, Fabio Rugge e Renato Lombardi 

 

Huawei investirà 3,1 miliardi di dollari in Italia fra il 2019 e il 2021 di cui due terzi in acquisto di forniture da partner locali. L'annuncio di Thomas Miao, dato in occasione di un incontro con la stampa al Castello Sforzesco, segue di pochi mesi l'apertura del nuovo quartier generale italiano. L'amministratore delegato in Italia del colosso cinese ha annunciato un investimenti 1,2 miliardi di dollari in marketing e 52 milioni in ricerca e sviluppo con la creazione di tremila posti di lavoro: mille diretti e duemila indiretti.

"Solo da Stm (azienda che produce semiconduttori e componenti elettronici, ndr) abbiamo realizzato acquisti per 290 milioni e vogliamo crescere", ha detto  Miao, convinto che in Italia l'azienda non avrà problemi derivanti da quelli innescati dal bando imposto dagli Stati Uniti, la cui sospensione scadrà il 19 agosto. Miao, ha citato le "politiche trasparenti e aperte" del governo: "Abbiamo un approccio sostenibile alla catena di forniture, con un piano A e un piano B: non importa se avremo le forniture americane, riusciremo comunque a garantire l'equipaggiamento". Anche con i partner italiani è "business as usual", ha aggiunto.

In ogni caso "aspettiamo buone notizie e speriamo di poter finalmente applicare il piano A perché il piano B è pensato per il peggior scenario e nessuno vuole lo scenario peggiore".  "Voglio chiedere regole trasparenti, efficienti e giuste per il golden power sul 5G" ha detto, "Ora si applica solo ai fornitori non europei. Dovrebbe essere applicato a tutti perché la tecnologia è neutrale. Deve essere collegato a tutti gli attori per essere sicuri di avere dal primo giorno una rete sicura e affidabile. E' una necessità per il Paese essere pronto prima del lancio", ha aggiunto, spiegando che le regole sul tema non sono chiare e citando l'estensione del periodo di approvazione dei fornitori che "non rappresenta una semplificazione".

Italia e Cina sono complementari dal punto di vista economico e saranno sempre più vicine, ha ancora detto Miao, "Sono due Paesi che da un punto di vista economico sono ben accoppiati. L'Italia ha bisogno della Cina e la Cina ha bisogno dell'Italia: da un punto di vista commerciale sono molto ottimista". 

Huawei ha anche annunciato una collaborazione con l'Università di Pavia, con cui realizzerà il Microelectronics Innovation Lab, con un investimento di 1,7 milioni di dollari. II laboratorio sarà operativo a partire da settembre e impiegherà una quindicina di ricercatori, incluso personale di Huawei, presso locali all'interno dell'Università. "Il nuovo laboratorio opererà nel campo della microelettronica e delle tecnologie ad alta frequenza. Nello specifico, il Lab pavese, sotto la guida del professor Rinaldo Castello, si focalizzerà inizialmente sulla ricerca per lo sviluppo di nuove generazioni di dispositivi per applicazioni ottiche coerenti e non coerenti nelle tecnologie Cmos (Complementary Metal-Oxide Semiconductor) e FmFET (Fm-shaped Field Effect Transistor), con l'obiettivo di estendere, nel corso dei prossimi tre cinque anni, la ricerca all'innovazione tecnologica nel campo dei semiconduttori per applicazioni wireless nel contesto del 5G", spiega una nota.

"Questa collaborazione con l'Università di Pavia è un'ulteriore conferma della centralità dell'Italia nella strategia globale di Huawei", ha commentato Miao. "Vogliamo fornire nuove opportunità per favorire l'attrattività dell'Italia e frenare la cosiddetta 'fuga dei cervelli' che ha contribuito alla creazione del divario digitale oggi esistente con gli altri Paesi dell'Unione Europea". 



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