Il Leone delle Generali non si è mai sentito così forte

Philippe Donnet, numero uno di Generali, è pronto a lanciarsi in una vasta campagna di acquisizioni. Tra le prede ci sarà Fineco?

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Un gruppo "mai così forte patrimonialmente, con una strategia mai così chiara", con la cassa necessaria per fare acquisizioni, per cui "le opportunità non mancheranno". Questo il quadro delle Generali come delineato dall'amministratore delegato, Philippe Donnet, durante la tradizionale assemblea di Trieste.

Un'assemblea fiume, oltre sei ore di durata, con numerosi punti all'ordine del giorno tra cui il piano di azionariato per i dipendenti, oltre alla nomina del cda (confermati 11 dei 13 membri precedenti tra cui tutti i vertici) e l'approvazione del bilancio. "Abbiamo definito il quadro strategico e finanziario - ha detto Donnet - ovviamente vogliamo fare acquisizioni, vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza e la nostra leadership in Europa, sono convinto che ci saranno opportunità".

Gli obiettivi riguardano il settore assicurativo in Europa, dove c'è bisogno di un consolidamento per l'alto numero di operatori e il settore dell'asset management, dove "dobbiamo crescere a velocità piu' alta rispetto al resto del business del 15-20% e questo include opportunità di acquisizione. Abbiamo il capitale, abbiamo la cassa per realizzare operazioni". Donnet non ha però risposto, al termine dell'assemblea su un eventuale interesse per l'acquisizione di Fineco, di cui Unicredit metterà sul mercato il 17%.

Basta cessioni

Generali dice anche stop alle cessioni: "Abbiamo completato il nostro programma di ottimizzazione geografica vendendo 12 società che non avevano dimensione critica, oltre a Generali Leben che aveva bassa redditività. Non ci sono progetti di altre cessioni, ma se vi saranno operazioni che possono creare valore le considereremo".

Secondo Donnet, che ha ringraziato i soci dopo la nomina in assemblea la compagnia si trova "in una situazione storicamente favorevole, mai c'è stata una situazione patrimoniale così forte, con risorse per la crescita, mai una strategia così chiara, un management così professionale, una credibilità cosi' alta dai mercati finanziari e un piano strategico così ambizioso. Guiderò con grande passione ed entusiasmo la squadra".

I dividendi aumenteranno "in modo sostenibile"

Ora, ha detto il presidente Gabriele Galateri, le Generali sono un vascello "solido, veloce e moderno", con un team di ufficiali di bordo "coeso e ambizioso" e con armatori - soci e investitori - "capaci di vedere e sostenere i promettenti orizzonti che ci apprestiamo a solcare". Il gruppo punta tra l'altro ad aumentare utili e dividendi "in modo sostenibile, senza esagerare con il pay out, che sarà tra il 55% e il 65%".

Nel rinnovo del cda, la lista di Mediobanca ha ricevuto il 60,78% dei voti, quella di Assogestioni il 38,96%. Per la prima sono stati eletti Gabriele Galateri, Philippe Donnet, Francesco Gaetano Caltagirone, Clemente Rebecchini, Romolo Bardin, Paolo Di Benedetto, Alberta Figari, Diva Moriani, Lorenzo Pellicioli, Sabina Ricci, mentre Antonella Mei-Pochtler prende il posto di Ornella Barra. Per la secondo confermato Roberto Perotti, Ines Mazzilli prende il posto di Paola Sapienza. In precedenza l'assemblea aveva approvato la modifica statutaria aumentando i limiti di età per i membri del consiglio, consentendo quindi a Galateri di rimanere presidente oltre i 70 anni. 

L'assemblea ha anche fornito la fotografia dell'azionariato, con Mediobanca che controlla il 12,92%, Caltagirone il 5%,Del Vecchio il 4,86% e Benetton il 4%. In totale i 4 grandi soci italiani rafforzano la presa sul gruppo, contando insieme il 26,78% del capitale, contro il 23,12% dello scorso anno. Una quota superiore a quella dei fondi, pari al 21,79% (il 20,5% i fondi esteri).



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