L'Italia è pericolosa quanto la Brexit e la guerra dei dazi. Lo dicono gli economisti

Il Fondo monetario internazionale è preoccupato per il circolo vizioso debito-banche che rischia di contagiare la zona euro

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Stephen Jaffe / INTERNATIONAL MONETARY FUND / AFP
 
 La presentazione del Global Financial Stability Report del Fondo monetario internazionale

Preoccupa il circolo vizioso debito-banche in Italia che rischia di contagiare l'Eurozona. E' l'allarme del Fondo monetario internazionale nel Global Financial Stability Report (Gfsr), dove si indica l'Italia tra i fattori di rischio per il sistema finanziario globale, insieme alla Brexit e all'escalation delle guerre commerciali.

Il peso delle incertezze politiche

"In Italia le incertezze politiche hanno riportato all'attenzione il legame tra banche e debito sovrano", avverte l'Fmi, sottolineando la necessità di trovare un compromesso che possa essere giudicato sostenibile dai mercati. "I recenti avvenimenti in Italia suggeriscono che il vincolo fra banche e debito sovrano rimane un importante canale di trasmissione del rischio", allertano gli economisti del Fondo, segnalando come la presenza nei bilanci delle banche di ingenti quantitativi di bond emessi da Paesi fortemente indebitati rappresenti "una potenziale vulnerabilità".

Il solito vecchio consiglio

In tale scenario, "le tensioni di mercato potrebbero diffondersi ad altri mercati dei titoli di stato in Europa, come accaduto nella crisi dell'area dell'euro e, in misura limitata, a maggio" scorso, rimarca l'Fmi. La ricetta del Fondo resta quella di costruire "cuscinetti di bilancio" durante la fase espansiva. Perché la "solidità delle finanze pubbliche" come nel caso dell'Italia, ha avvertito Vitor Gaspar, direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo monetario, "è cruciale per la stabilità del Paese".

"Il nostro consiglio per l'Italia è lo stesso da anni - ha concluso Gaspar illustrando il Fiscal Monitor - sul piano della politica di bilancio è necessario un consolidamento credibile e considerevole nel medio termine e che il debito venga messo su una traiettoria di discesa".




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