Renault pone le condizioni per la fusione con Fca

Fra le richieste francesi c'è quella di un extra dividendo anche per Renault e di avere il quartiere generale operativo a Parigi, con Jean-Dominique Senard come amministratore delegato, mentre Elkann sarebbe il presidente del nuovo maxi-gruppo

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LOIC VENANCE, MARCO BERTORELLO / AFP
Fca/Renault

Fca aspetta domani la risposta del consiglio di amministrazione di Renault sulla proposta di fusione avanzata la settimana scorsa ma nelle ultime ore sono spuntate nuove richieste da parte dei francesi e una posizione più netta dei loro alleati di Nissan. Mentre da Parigi arrivano conferme sullo schema di organigramma per il nuovo gruppo, gli incontri del fine settimana fra il presidente di Fca, John Elkann, e il ministro dell'Economia Bruno Le Maire hanno di fatto chiarito quelli che sono i desiderata del governo transalpino, primo azionista di Renault.

Se certi, a partire da una rappresentanza in cda, appaiono facilmente accettabili altre invece richiedono che lo schema proposto dal gruppo italiano venga rivisto. Fra le richieste francesi infatti c'è quella di un extra dividendo anche per Renault e di avere il quartiere generale operativo a Parigi, con Jean-Dominique Senard come amministratore delegato, mentre Elkann sarebbe il presidente del nuovo maxi-gruppo. Anche di fronte alle indiscrezioni su queste richieste sul tema Fca-Renault è intervenuto oggi anche il governo italiano.

Se il premier Giuseppe Conte ha sottolineato di star seguendo da vicino la vicenda, il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha chiesto rispetto per il marchio italiano e ha aggiunto che Roma dà "per scontato che si salvaguardino prima di tutto i lavoratori e che, piuttosto, attraverso il mantenimento e il potenziamento del piano di investimenti sugli stabilimenti italiani, questi aumentino nel prossimo futuro".

E nel frattempo, è arrivata anche una presa di posizione più precisa da parte di Nissan, secondo cui se l'operazione proposta da Fca andasse in porto "altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Questo richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault".

Al tempo stesso, sottolinea l'ad Hiroto Saikawa, dalla fusione ci sarebbero "nuove opportunità di sinergie". "Sono consapevole che la proposta di fusione di Fca sarà discussa dal consiglio di amministrazione di Renault questa settimana - osserva Saikawa - penso che il potenziale ingresso di Fca come nuovo membro dell'alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione e creare nuove opportunità per ulteriori sinergie".

Al di là delle posizioni ufficiali, tuttavia, ciò che emerge dal gruppo giapponese è ottimismo su una partnership allargata all'azienda italiana, a patto di poter mantenere la proprietà delle tecnologie che ha sviluppato negli anni dell'alleanza con i francesi. Fra le ipotesi che Nissan sta studiando ci sarebbe anche quella di far crescere la propria quota nell'alleanza per aver maggior peso nella formazione del gruppo, se il ruolo delle proprie tecnologie su ibrido ed elettrico non dovessero darle abbastanza leva nelle trattative.

Per Fca, nel frattempo, c'è stata una nuova giornata in calo in Borsa e sono arrivati i dati delle immatricolazioni a maggio del gruppo (Alfa Romeo, Chrysler, Jeep, Dodge, Fiat e Lancia), in calo del -6,09%, a 51.798 veicoli, contro i 55.160 dello stesso periodo dell'anno precedente. La quota di mercato cala quindi al 26,25% dal 27,62% di un anno prima. Nei primi 5 mesi, le immatricolazioni sono state 228.147 contro 259.539 nei primi 5 mesi del 2018: la quota di mercato passa al 25,07% contro il 27,42% dello stesso periodo del 2018.



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