Fca ha offerto a Renault di fondersi e diventare un colosso dell'auto

"Nessun impianto sarebbe chiuso" assicura l'azienda, "e ci sarebbe impulso sulla connettività, l'elettrico e la guida autonoma". Il costruttore francese manifesta "interesse" e il governo di Parigi appare favorevole

Fca fusione Renault
LOIC VENANCE, MARCO BERTORELLO / AFP
Fca/Renault

Fca ha presentato una proposta per una importante fusione alla pari con Groupe Renault per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo. Lo comunica una nota della casa automobilistica, che assicura che non ci è prevista la chiusura di nessun stabilimento. Il costruttore francese ha risposto manifestando interesse e il governo transalpino, che ne è azionista, si è detto favorevole. 

"I benefici dell'operazione proposta" si legge "non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale on piattaforme globali di veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie". 

La Società risultante dalla fusione, spiega ancora la nota, "sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di FCA e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti". La fusione porterà alla nascita del terzo più grande Original Equipment Manufacturer (OEM) con 8,7 milioni di veicoli venduti e una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave. 

Il portafoglio di marchi ampio e complementare fornirebbe una copertura completa del mercato, dal segmento luxury fino al mainstream. La società risultante diventerebbe "un leader mondiale nel settore automobilistico in rapida evoluzione con un forte posizionamento nelle nuove tecnologie inclusi i veicoli elettrici e quelli a guida autonoma".

Prima del completamento della fusione con Renault saranno distribuite agli azionisti di Fca le azioni Comau (l'azienda di Fca che si occupa di robotica industriale) oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro "se lo spin off di Comau non dovesse avere corso", si legge nella nota di Fca.

La proposta di Fca, si dice in una nota, "fa seguito a iniziali dialoghi operativi tra le due società per identificare prodotti e ambiti geografici in cui si potrebbe collaborare, in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie. Tali dialoghi hanno chiarito che una pià ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l'efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti". "Il razionale dell'aggregazione" si dice ancora "è anche rafforzato dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l'elettrico e i veicoli a guida autonoma".

L'aggregazione proposta creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholder delle società con una vendita annuale di circa 8,7 milioni di veicoli. L'azienda "sarebbe un leader mondiale nelle tecnologie EV, nei marchi premium, nei SUV, nei pickup e nei veicoli commerciali e avrebbe una più ampia e più bilanciata presenza globale rispetto a quella che ciascuna società ha da sola".

Il governo francese è favorevole

Il governo francese si è detto "favorevole" al progetto di fusione paritaria. A dare il via libera è stata la portavoce dell'esecutivo, Sibeth Ndiaye. Il governo francese detiene il 15% di Renault. "Il governo è a favore", ma "è necessario che le condizioni in cui si realizzerà questa fusione siano favorevoli allo sviluppo economico della Renault e, naturalmente, ai suoi dipendenti", ha detto Ndiaye alle tv Rmc e Bfm.

"Questa - ha aggiunto - è la discussione che avremo, come azionisti di Renault, con questa azienda". Ndiaye ha poi fatto sapere che "il ministro dell'Economia e delle Finanze, Bruno Le Maire, ha avuto l'opportunità lo scorso fine settimana di incontrare il capo della Renault, Jean-Dominique Senard, per discutere con lui della proposta di fusione". "Per noi è importante - ha detto ancora - perché dimostra la nostra capacità di soddisfare le questioni di sovranità economica francesi ed europee nel contesto della globalizzazione dove abbiamo aziende molto grandi, dei giganti, che si espandono anche al di fuori dell'Europa e che oggi abbiamo bisogno di costruire in Europa".

Il consiglio di amministrazione del Gruppo Renault esaminerà con "interesse" il progetto di fusione paritaria proposta da Fiat Chrysler. "Dopo un attento esame dei termini della proposta amichevole di Fca, il cda ha deciso di studiare con interesse l'opportunità di questa combinazione", si legge in una nota del gruppo auto francese aggiungendo che la fusione consolida il gruppo e genera valore aggiunto all'alleanza con Nissan e Mitsubishi.

La lettera di Manley ai dipendenti

"Il consiglio di amministrazione e io rimaniamo fiduciosi nella nostra strategia indipendente e ci approcciamo a questa fusione da una posizione di forza avendo concluso il 2018 con la migliore posizione finanziaria dalla costituzione di Fca", ha affermato l'amministratore delegato del gruppo Michael Manley in una lettera ai dipendenti aggiungendo che allo stesso tempo, "dovremmo e continueremo a essere aperti a possibilità che possano aiutarci a essere più forti e creino più valore allo stesso modo per i nostri azionisti e stakeholder".

In Renault "abbiamo trovato un partner affine che vede il futuro come noi. Quello che è iniziato qualche tempo fa come conversazioni operative su una maggiore collaborazione si è trasformato in una trattativa su una fusione dal momento che abbiamo riconosciuto gli enormi potenziali benefici per entrambe le società che risulterebbero dal mettere insieme i propri business", ha aggiunto Manley, "noi crediamo che i benefici che matureranno da una fusione di Groupe Renault e Fca si estenderanno anche ai partner dell'alleanza - Mitsubishi e Nissan - e non vediamo l'ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose".

 



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