È stato davvero Elon Musk a creare Bitcoin?

Una tesi di un suo ex dipendente apparsa su Medium appassiona i media americani. Lui però nega tutto su Twitter

È stato davvero Elon Musk a creare Bitcoin?

Lui nega, ma i sospetti si nelle ultime 24 ore si sono diffusi sui maggiori siti internazionali di economia e finanza: Elon Musk sarebbe secondo un suo ex dipendente di SpaceX l'inventore di Bitcoin. Lui si chiama Sahil Gupta e sostiene che la passione per risolvere problemi globali che avrebbe Musk (i pagamenti digitali, Paypal, le auto elettriche, Tesla, i viaggi nello spazio, SpaceX), lo avrebbe portato nel 2008 a ragionare ad una possibile soluzione al crollo della fiducia nei confronti delle grandi istituzioni finanziarie. Bitcoin infatti è nato nel 2008, nel bel mezzo della crisi finanziaria globale. E la sua crescita è dovuta proprio, sostengono molti, al crollo di fiducia verso le istituzioni diffusa dopo la crisi. 

Gupta ha sostenuto le sue tesi in un lungo post su Medium. Probabilmente pubblicato con uno pseudonimo. Si dice convinto che Musk dovrebbe "rivelarsi come Satoshi Nakamoto", pseudonimo dietro il quale si nasconde l'inventore di Bitcoin, o il nome del collettivo di ricercatori che ne sarebbero i creatori, perché questo "potrebbe aiutare la moneta a stabilizzarsi" in un momento in cui soffre ancora di una volatilità molto alta sul mercato (mentre questo articolo è scritto, Bitcoin ha una valutazione di circa 10mila dollari). 

Non è un caso infatti che questi rumors, questi post, stiano spuntando proprio mentre Bitcoin raggiunge giorno dopo giorno i suoi picchi massimi di valutazione, subendo anche forti scossoni, ma sostanzialmente proseguendo nel suo apprezzamento. Musk nega. E al momento non ci sono davvero elementi per smentirlo. Lui tra l'altro dice di aver ricevuto in regalo qualche bitcoin negli anni passati, ma di averli persi in chissà quale computer. Non è improbabile. Non è un imprenditore che possiamo definire a corto di liquidità, ma soprattutto fino al 2011 circa i bitcoin venivano regalati tra amici. Il loro valore era quasi zero. Ricordate il caso del ragazzo, Laszlo Hanyecz, che nel 2010 comprò una pizza da 10 euro per 10mila bitcoin? Non era un caso isolato. Oggi quella pizza varrebbe circa 20 milioni di euro. E comunque, anche se la tesi è normale che appassioni molti, è davvero improbabile al momento che ci sia Musk dietro la tecnologia tra le più complesse e dirompenti degli ultimi decenni.



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