"Il modello cui tendere è l'Estonia". Almeno per il digitale 

Diego Piacentini parla degli ostacoli incontrati sulla strada per portare avanti l'Italia dell'innovazione

"Il modello cui tendere è l'Estonia". Almeno per il digitale 
 Flavio Lo Scalzo / AGF
Diego Piacentini Amazon (Agf) 

Domanda e risposta. Diretta, con alcuni moderatori ma senza intermediari: questa è stata la discussione di quasi due ore che gli utenti di Reddit hanno avuto con il team per la Trasformazione digitale. Il format che lo permette di chiama “Ask Me Anything”, cioè “chiedetemi qualsiasi cosa”. La piattaforma fondata da Steve Huffman e Alexis Ohanian lo usa da tempo. In Italia è ancora una rarità. E ancor più rara è la possibilità di avere un confronto diretto con la squadra guidata da Diego Piacentini e incaricata di attuare l'Agenda digitale. La risposta è stata positiva, con 200 interventi tondi tondi (quasi tutti composti da più domande) che hanno chiesto informazioni sull'attività del team e sulla trasformazione digitale del Paese.

Soliti ostacoli e nuove soluzioni

Gli ostacoli elencati da Piacentini, commissario straordinario del governo per l'attuazione dell'Agenda digitale, sono “la mancanza di competenze tecnologiche, norme, regolamenti e processi che dovrebbero essere semplificati prima di essere digitalizzati, formazione dei dipendenti pubblici”. Problemi che riguardano l'intero Paese, ma che si moltiplicano quando si a che fare con la pubblica amministrazione: “Non vediamo molte resistenze lato dei cittadini”, ha affermato Giovanni Bajo, responsabile delle relazioni con gli sviluppatori. “Anzi, quando nuovi processi digitali interessanti vengono introdotti, notiamo una importante adozione”. Le barriere sono altre: “Abbiamo 23 mila pubbliche amministrazioni, indipendenti tra loro”, che seguono altrettanti processi.

Il modello Estonia

Mettere ordine non è semplice. Anche perché le cose non funzionano per decreto: “Spesso – ha affermato Piacentini - si dice che bisogna cambiare le norme per digitalizzare i processi, condividere i dati, creare soluzioni tecnologiche. In verità nella maggior parte dei casi esistono già le condizioni normative ma molti non si prendono il tempo di leggerle e capirle”.

L'Italia deve trovare la propria strada, anche se Piacentini indica l'Estonia come esempio di pubblica amministrazione digitale a cui tendere. Che ci si arrivi per importazione di buone pratiche o per una via nazionale alla digitalizzazione, l'importante è che le cose funzionino. A un utente che chiedeva se il team stesse lavorando a sistemi che stimolino l'utilizzo dei servizi digitali, Piacentini ha risposto sottolineando la necessità di “semplificare i servizi digitali”. È questo “lo stimolo migliore al loro utilizzo”.

"Il modello cui tendere è l'Estonia". Almeno per il digitale 
TONU TUNNEL / AFP
 Un altoparlante in legno realizzato da un gruppo di studenti di architettura estoni

La penalizzazione delle amministrazioni che insistono a offrire servizi analogici sarà possibile “solo quando avremo dei servizi digitali al cittadino facili da usare”.

Hack.Developers? Esperienza da rifare

Una delle iniziative più recenti team per la trasformazione digitale è stato Hack.Developers, il più grande hackaton italiano dedicato alla pubblica amministrazione che avuto il suo clou il 7 e l'8 ottobre. “È stata un'esperienza molto positiva”, dice Alessandro Ranellucci, il membro della squadra di Piacentini che ha seguito il progetto da vicino.

Merito di un format fatto da 93 “sfide” aperte agli sviluppatori: “Non idee astratte, non slide, ma reale codice. L'iniziativa – continua Ranellucci - non è finita in quel weekend ma dura fino alla fine di ottobre. Centinaia di sviluppatori hanno accolto con entusiasmo la possibilità di mettere le mani sulle piattaforme abilitanti dei servizi al cittadino, per renderle open source e costruire strumenti utili per facilitare l'integrazione da parte di futuri sviluppatori. La partecipazione spontanea e il feedback che abbiamo raccolto di persona ci ha dimostrato che lo spirito genuino è stato compreso, anche perché è stata per tutti l'occasione per acquisire competenze che saranno preziose nel mercato”.

Esperienza da rifare? “L'obiettivo di medio periodo è quello di creare una vera community open source, che possa integrarsi in modo complementare con i fornitori della P.a.”. E per raggiungere questo obiettivo e creare una comunità solida “sarà molto utile” organizzare eventi simili in futuro. Si va quindi verso un replica.

“L'agenda digitale spiegata a mia madre”

Il mandato del team per la Trasformazione digitale è a tempo: ha una durata di tre anni. Per questo, ha sottolineato Piacentini, “è nostra priorità creare un modello sostenibile e ripetibile. Possiamo assicurarvi che stiamo lavorando al 'succession plan'”. Anche se “è troppo presto per entrare nei dettagli della successione”, l'obiettivo è “mettere in moto un meccanismo permanente, così che la trasformazione digitale diventi una attività ordinaria che tutti portano avanti”.

Insomma, per usare le parole del team, l'obiettivo è creare il “sistema operativo del Paese”. Cioè? Quando si parla di digitale, non è sempre semplice spiegare quale sia il tuo lavoro. E anche Piacentini ha ammesso questa difficoltà. “Con mia madre - ha scritto - ho deciso di usare la metafora dell'idraulico. Stiamo lavorando a quelle componenti della costruzione della casa che sono assolutamente necessarie perché la casa funzioni ma non sono immediatamente visibili da chi ci abita. Montare i tubi vuole dire lavorare duro per creare piattaforme abilitanti che restino, per cambiare le norme, le regole”.



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