Di Maio chiede che Siri sia 'messo in panchina' finché si difende

"Il caso Siri", sottolinea, "non è un caso qualunque". Perché si tratta di "un'indagine per corruzione, che parla di mazzette e di odore di mafia"

di maio siri 
Cosimo Martemucci / AGF 
Luigi Di Maio

Il leghista Armando Siri "si metta in panchina" finché "si difende" nell'indagine per corruzione avviata nei suoi confronti dalla Procura di Roma. L'invito è del vicepremier, Luigi Di Maio, che, intervistato a 'Di Martedi'? torna a chiedere un passo indietro del sottosegretario ai Trasporti.

"Il caso Siri", sottolinea, "non è un caso qualunque. Ci sono altri sottosegretari e viceministri leghisti indagati, ma qui stiamo parlando del caso di una persona del governo che è coinvolta in un'indagine per corruzione, che parla di mazzette e di odore di mafia. Quando si parla di questa roba qui", afferma ancora Di Maio, "il Movimento 5 stelle ha il dovere di ribadire che se vuoi essere il governo del cambiamento, Armando Siri, che sicuramente sarà giudicato innocente, mentre si difende, deve stare lontano dalle istituzioni del governo della Repubblica".

"Devi dare necessariamente un segnale politico ed etico ai cittadini".



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