Nel settore delle Costruzioni sono in crisi anche le grandi aziende: 7 casi

Non sono solo le piccole e medie imprese del settore a soffrire. Uno studio

Nel settore delle Costruzioni sono in crisi anche le grandi aziende: 7 casi
Javier Larrea 
Lavoro nei cantieri (Agf) 

La crisi del settore delle costruzioni non riguarda solo le piccole e medie imprese ma anche i grandi operatori del settore. Secondo le elaborazioni di 'Edilizia e Territorio', il valore residuo delle commesse che fanno capo alle aziende in difficoltà vale circa 9,4 miliardi di euro. Le imprese coinvolte sono Astaldi, Condotte e Grandi Lavori Fincosit di Roma e la Tecnis di Catania che sono attualmente interessate in procedure concorsuali. A queste si aggiunge lo stato di sofferenza della Cmc Ravenna che qualche settimana fa non ha pagato la cedola di un bond per crisi di liquidità e di Trevi.

I diversi tipi di stati di crisi

Queste aziende in difficoltà finanziaria sono esposte nei confronti dei fornitori e delle banche e quindi non è sicuro che ci siano risorse sufficienti per portare avanti le commesse a loro assegnate. Le aziende in concordato sono in una sostanziale situazione di mancanza di risorse, quindi non possono alimentare la produzione perché non possono pagare i fornitori. Il concordato in bianco prevede un periodo di tempo per presentare al Tribunale un piano concordatario in cui avanzare delle soluzioni (ricapitalizzazione, prestito ponte o ingresso di nuovi soggetti nell'assetto societario). L'amministrazione straordinaria, infine, è uno stato che presuppone lo stato di insolvenza.

Le società in difficoltà

  • Astaldi (11.510 addetti) è la seconda società di costruzioni in Italia dopo Salini Impregilo: è in concordato in bianco. Ha in capo lavori per il nodo ferroviario di Genova e il Quadrilatero stradale Marche e Umbria (i cantieri in questi casi come noto sono fermi). Tra gli altri lavori in corso ci sono la costruzione di metropolitane in Campania, la diga del monte Nieddu. Poi ci sono commesse consortili da avviare come le linee della metro automatica a Milano, la statale 106 Ionica, una delle due tratte ad alta velocità Napoli-Bari (in cordata con Salini Impregilo) e la commessa ferrovia in Sicilia (Bicocca-Catenenuova).
  • Condotte (3.000 dipendenti) è in amministrazione straordinaria e ha in capo prevalentemente commesse in consorzio: si va dalla passante di Firenze, la stazione ad alta velocità, all'ospedale di Caserta (con i cantieri fermi) fino alla commessa stradale Lioni-Grottaminarda. L'azienda ha anche partecipazione ai consorzi dell'Av Terzo Valico Genova-Milano e nell'ambito della Milano-Venezia.+
  • Tecnis è in amministrazione straordinaria e a breve ci sarà la cessione. Tra i cantieri gestiti dalla società, ci sono il nodo ferroviario di Palermo (una commessa Rfi), il raddoppio della Tiburtina a Roma e una commessa sulla Salaria all'altezza di Micigliano, gli ospedali della regione Calabria (una committenza della Regione), la viabilità di accesso al porto di Salerno Porta Ovest (commessa dell'autorità portuale), l'ospedale San Marco a Catania e una parte di viabilità della Potenza Melfi.
  • Grandi Lavori Fincosit (1.079 addetti) è in concordato in bianco e gestisce lavori per l'ospedale di Udine, la strada Ro-Monza e il metrò di Firenze (quasi completato).
  • Mantovani ha chiesto al Tribunale di Padova domanda di concordato in continuità aziendale a causa della situazione di tensione finanziaria per i mancati incassi degli ingenti crediti che la società vanta nella vicenda della realizzazione del Mose.
  • Cmc Ravenna (Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna, 6.900 addetti) ha poche settimane per evitare il default. Entro fine novembre gli advisor devono reperire soluzioni per la ripresa. Ha in capo la commessa stradale in Sicilia di Porto Empedocle e un'altra in Liguria, la Savona-Albisola.
  • Trevi (quinta posizione, 5.783 addetti): va avanti con l'operazione di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione del debito.


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