Le ragioni per cui la febbre delle criptovalute è già passata

Con il valore dimezzato dall'inizio dell'anno, la bolla dei bitcoin sembra esplosa. Ecco cosa ha spinto al ribasso

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 Afp
 Bitcoin

C'è qualche timido segnale di rialzo, con il Bitcoin tornato oltre quota 6 mila dollari. Ma l'andamento racconta un calo del 20% rispetto alla fine di luglio. E un prezzo dimezzato dall'inizio dell'anno.

Stessa sorte per quasi tutte le maggiori criptovalute. A partire dalla seconda per capitalizzazione: gli ether hanno perso un terzo del proprio valore nelle ultime due settimane. E il 60% da gennaio. Individuare una sola causa, come al solito, è difficile (se non impossibile). Ecco allora alcune delle ragioni che potrebbero aver spinto il ribasso.

Tra criptomonete e psicologia

Nuove valute, vecchi meccanismi tra finanza e psicologia: le generose fluttuazioni delle monete digitali sono accentuate da ottimismo e pessimismo. Lo scorso dicembre, un bitcoin era stato spinto oltre i 17.500 dollari dall'euforia e dalla cosiddetta Fomo (fear of missing out), la paura di non agganciare il treno della ricchezza che passa

. È (anche) così che nascono ed esplodono le bolle finanziarie. Allo stesso modo, ma in direzione inversa, adesso potrebbe aver influito una spirale negativa, che spinge a disfarsi con troppa fretta delle criptovalute in caso di flessione. Il prezzo cala ulteriormente, l'allarme aumenta, le vendite accelerano e gli investitori perdono fiducia. È un po' quello che succede ai correntisti quando, preoccupati dalla liquidità della propria banca, corrono allo sportello per prelevare tutto ciò che hanno. Panico, più che giudizio. Parlare di panico, nel caso della criptovalute, è eccessivo. Ma c'è comunque meno ottimismo rispetto a quello (esagerato?) di una decina di mesi fa.

La cautela della Sec

Potrebbe aver influito la grande cautela della Sec (Securities and Exchange Commission, la Consob americana). La commissione ha infatti prima rigettato (per la seconda volta) la richiesta dei gemelli Winklevoss di aprire un Etf (un fondo che si può scambiare come un'azione) basato sull'andamento dei bitcoin. E, pochi giorni dopo, ha rimandato a settembre l'approvazione degli Etf presentati da altre dalla società d'investimento VanEck e dalla startup SolidX. Il via libera sarebbe stato una sorta di (ulteriore) istituzionalizzazione finanziaria di Bitcoin. La mossa conferma invece un orientamento guardingo della Sec. Che da un lato frena gli entusiasmi, ma dall'altro dovrebbe rappresentare una garanzia per gli investitori.

Le Ico battono cassa

Una calo ancor più consistente riguarda Ethereum. In questo caso potrebbero aver avuto un ruolo le Ico. È un sistema di raccolta nel quale giovani imprese (o anche solo progetti neonati) ottengono criptovalute più mature in cambio di proprie monete digitali (che possono essere gettoni per usare servizi in futuro o pezzi di capitale).

Le criptovalute mature sono spesso ether. La cui valutazione ha ricevuto una spinta anche grazie al successo delle Ico. Adesso però, i progetti e le startup sopravvissute (molte Initial coin offering si sono risolte in bolle di sapone) stanno passando alla cassa. Stanno cioè convertendo ether in dollari. Sia per sostenere i propri progetti. Sia per alleggerire le proprie tasche da asset che si stanno deprezzando. Si tratta di somme consistenti, visto che molte Ico hanno raccolto l'equivalente di milioni di dollari. Anche qui c'entra la componente psicologica. Il timore di una liquidazione degli ether e di un'ulteriore contrazione del prezzo potrebbe aver incoraggiato vendite e conversioni.

Il mercato è orso

Il calo è generalizzato. E non riguarda solo Bitcoin ed Ethereum. Le criptovalute stanno quindi vivendo un momento da “orso”. Cioè tendente al ribasso. Dal picco di gennaio, la capitalizzazione complessiva delle monete digitali (nella quale bitcoin ed ether hanno un peso notevole) è diminuita del 74%.

Un ipotetico pacchetto di criptovalute che il giorno dell'Epifania valeva 4.000 dollari, oggi ne varrebbe circa 1.000. Questi i dati. La loro interpretazione è tutta un'altra cosa. Ci sono analisti che parlano di “assestamento”. Quindi di un periodo di maturazione dopo le sbronze adolescenziali. C'è chi prevede ulteriori flessioni e chi correzioni al rialzo. E poi ci sono le groupie e le Cassandre. Le prime continuano a profetizzare decolli improvvisi. Le seconde collassi repentini.



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