Anche la Cina vuole la sua criptovaluta

Dopo la decisione di Facebook di lanciare 'Libra', Pechino valuta contromisure, temendo un agganciamento troppo stretto al dollaro. Ma studi in materia sono già in corso da tempo

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La Cina sta pensando allo sviluppo di una propria criptovaluta, sull'onda dei piani di Facebook di creare Libra, che potrebbe porre una sfida allo yuan, la divisa cinese, nei pagamenti transfrontalieri. Il tema è stato affrontato da un alto funzionario della banca centrale, Wang Xin, direttore della ricerca dell'istituto che regola la politica monetaria cinese, citato dal South China Morning Post, che ha affermato che la Cina sta ponendo "molta attenzione" alla criptovaluta di Facebook.

"Se Libra viene ampiamente usata per i pagamenti, e per i pagamenti trans-frontalieri in particolare, sarebbe in grado di funzionare come il denaro e avere allo stesso modo una larga influenza sulla politica monetaria, sulla stabilità finanziaria e sul sistema internazionale di pagamenti?", ha chiesto il funzionario durante una conferenza tenuta dall'Istituto di Finanza Digitale dell'Università di Pechino.

Il giro di vite sul bitcoin

La banca centrale cinese ha avviato uno studio delle criptovalute già nel 2014, ma nel settembre 2017 aveva deciso una stretta sul trading in bitcoin, considerato fonte di rischio finanziario. Nonostante il giro di vite, l'interesse di Pechino per lo sviluppo di una propria criptovaluta legata alla banca centrale era già emerso alcuni mesi prima, nel marzo 2017, quando alcune indiscrezioni parlarono di test compiuti sul bityuan, come venne per un breve periodo definita la valuta digitale.

Per quanto riguarda la criptovaluta di Facebook, le autorità monetarie cinesi sono interessate soprattutto al paniere di valute nel quale Libra fluttuerebbe e al ruolo del dollaro Usa. "Se la valuta digitale è strettamente associata al dollaro", ha proseguito Wang, "potrebbe creare uno scenario nel quale le valute nazionali coesisterebbero con valute digitali centrate sul dollaro. Ma ci sarebbe, in sostanza, un capo, il dollaro e gli Stati Uniti. Se così fosse, comporterebbe una serie di conseguenze economiche, finanziarie e persino di politica internazionale".

Preparativi già in corso

Anche l'ex governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, ha mostrato interesse verso Libra e la sfida che porrebbe alla valuta cinese nelle transazioni internazionali. La valuta digitale di Facebook avrebbe due punti a suo favore per l'ex timoniere della politica monetaria cinese: la capacità di evitare la volatilità e le speculazioni e l'utilizzo soprattutto per i pagamenti trans-frontalieri.

I piani di ricerca cinesi per la creazione di una propria criptovaluta sarebbero già iniziati - anche se in sordina e ancora senza progressi significativi - secondo quanto sostiene Wang Xin. Proprio in occasione della conferenza ospitata dall'istituto di Finanza Digitale del prestigioso ateneo pechinese sarebbe nata anche un'iniziativa per accelerare la ricerca in questo campo che riunirebbe alcuni dei più prestigiosi atenei cinesi: oltre all'Università di Pechino, vengono elencate quella del Popolo, quella dello Zhejiang, nella Cina orientale, e la Jiao Tong di Shanghai.



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