Una cinese ha comprato casa in bitcoin. A Torino

La compravendita, conclusa con il passaggio di proprietà di un immobile “centrale” nel capoluogo piemontese, costituisce per ora un caso unico in Italia

Una cinese ha comprato casa in bitcoin. A Torino
GEOFFROY VAN DER HASSELT / AFP 
 Comprare casa in Bitcoin

Il 23 gennaio a Torino una giovane cinese ha acquistato un appartamento pagando in Bitcoin, primo caso in assoluto in Italia di un passaggio di proprietà tramite criptovaluta. L’atto di compravendita è stato registrato utilizzando la tecnologia della blockchain​, l’algoritmo in cui sono registrate tutte le transazioni fatte in Bitcoin e che tutti possono controllare ma nessuno può possedere, e porta il sigillo del notaio torinese Remo Morone, professionista sabaudo che si definisce da sempre attento alle sfide e alle opportunità che offrono le nuove tecnologie.

“È tutto vero, lei voleva comprare pagando in Bitcoin, lui era disposto a vendere. Si sono rivolti a me perché un’amicizia in comune sapeva che sono un appassionato di questi temi, così mi sono chiesto: perché no?”, ha spiegato ad Agi Remo Morone, 41 anni, titolare dell’omonimo studio notarile fondato dal nonno nel 1910. “L’idea mi è piaciuta subito, non vedo perché dovremmo ostacolare una tecnologia che avanza”.

La compravendita, conclusa con il passaggio di proprietà di un immobile “centrale” nel capoluogo piemontese, costituisce per ora un caso unico in Italia. In altri Paesi, Gran Bretagna in testa, è già stato sperimentato l’utilizzo di criptovalute nel mercato immobiliare: a dicembre dello scorso anno due sviluppatori inglesi hanno venduto due case per l’equivalente in Bitcoin di 945 mila sterline (822318,00 euro).

Ma non è un caso che proprio Torino sia pioniera nell’uso delle criptovalute: a dicembre dello scorso anno, nella settimana in cui il Bitcoin ha raggiunto i 9869 euro, con un apprezzamento di dieci volte in un solo anno, Chainblock, la società che ha in licenza l’unico bitcoin bancomat di Torino, ha deciso di investire e ampliare la propria copertura a livello nazionale.

Per ora in Italia gli sportelli nei quali è possibile acquistare Bitcoin sono quattordici, e tra i primi quattro gestiti dalla Chainblock, uno è quello di Rinascimenti Sociali in via Maria Vittoria. Poi a gennaio il crollo, del 45 per cento in una settimana, sul quale i più scettici hanno gridato alla speculazione, nonostante gli addetti ai lavori suggeriscano che è proprio il momento di investire.

Brian Kelly, gestore di hedge fund della BK Capital Management, ha detto alla Cnbc: “Ora tutti dicono che è finita e che il Bitcoin è morto, per la centosettantacinquesima volta. In realtà è questo il momento di iniziare a guardarlo, dal lato dell’acquisto”. Ma neanche il notaio Morone si è scomposto: “Il Bitcoin è sempre stato una moneta molto volatile, non ci trovo nulla di strano. Credo anzi che sia proprio questa la caratteristica che attira di più e per la quale tanti vogliono investirci”.



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