I buoni pasto Qui Ticket sono ancora un problema. Cosa sta succedendo

Sono sempre meno i ristoratori e i titolari di supermercati disposti ancora ad accettarli. "L’azienda ha provveduto a contattare un vasto numero di esercenti interessati al fine di concordare congiuntamente specifici piani di pagamento", assicurano da Qui Group!

I buoni pasto Qui Ticket sono ancora un problema. Cosa sta succedendo

Da mesi chi si ritrova nel portafogli i buoni pasto “Qui Ticket” non sa più cosa farne. Il problema è che sono sempre meno i ristoratori e i titolari di supermercati disposti ancora ad accettarli. Da tempo, infatti, la genovese “Qui! Group”, che fornisce i buoni a gran parte della pubblica amministrazione italiana, non paga gli esercenti, non regolarmente. Una nuova piaga che si somma ai già lunghissimi tempi di incasso comuni a tutte le tipologie di ticket. I titolari di locali, supermercati e ristoranti devono, infatti, aspettare un mese per raccogliere un numero significativo di tagliandi, per poi spedirli al centro raccolta, fatturandoli. E attendere non meno di tre mesi per il pagamento di quanto incassato, che per alcuni buoni va ben oltre i tempi previsti. 

Qualcosa si muove

Secondo quanto dichiarato all’Agi da “Qui! Group!”, “l’azienda ha provveduto a contattare un vasto numero di esercenti interessati al fine di concordare congiuntamente specifici piani di pagamento, offrendo inoltre, come già comunicato in precedenza, il servizio ‘rimborsi rapidi’. Una larga parte di tali processi sono già stati evasi o sono in via di risoluzione. Trattandosi di una filiera articolata e dalle molteplici dinamiche amministrative e contabili, è un’attività che si sta compiendo in modo ordinato e graduale, ma che richiede ancora qualche settimana per una sua piena armonizzazione”.   

“Qui! Group” ci ricasca

Non è la prima volta che “Qui! Group” fa aspettare per i pagamenti. L’anno scorso era successa la stessa cosa. Ma partiamo dall’inizio: a febbraio 2016, ricorda Linkiesta, i due lotti principali del bando Consip (da sette lotti) per la fornitura dei buoni pasto alla pubblica amministrazione se li è aggiudicati la “Qui! Group”. L’appalto, del valore di 1 miliardo, da solo rappresenta oltre un terzo del mercato nazionale del settore, che vale circa 2,7 miliardi. A luglio 2017, un altro bando Consip ha assegnato altri due lotti a “Qui! Group”, del valore di poco più di 100 milioni. Gli altri se li sono divisi i restanti big del settore: Edenred, Day Ristoservice e Sodexo.

“Un mercato per pochi, che fagocita nelle sue regole al ribasso baristi, ristoratori e persino la grande distribuzione organizzata. Che ora ha messo una lettera scarlatta su “Qui! Group”: finché non arrivano i soldi, i buoni non passano. Un danno per tanti lavoratori, visto che da Genova vengono stampati ogni anno in media 100 milioni di buoni pasto”.

Il problema – ha spiegato Florindo Oliverio, di Cgil - è che la gara viene fatta per tutte le amministrazioni centrali, con l’assegnazione a una compagnia. La Consip prende l’offerta economicamente più vantaggiosa a prezzi stracciati e i problemi poi si scoprono a gara già fatta”. Ma se Comuni ed enti locali possono sganciarsi dall’appalto, le amministrazioni centrali non possono farlo.

I buoni pasto Qui Ticket sono ancora un problema. Cosa sta succedendo

“In regola entro la fine di marzo”

A fine gennaio la Consip aveva fatto sapere di aver richiamato “formalmente il fornitore al pieno rispetto degli obblighi contrattuali” e invitato le amministrazioni a segnalare i disservizi in modo da “mettere in atto con maggior efficacia eventuali ulteriori azioni nei confronti del fornitore”. Da “Qui!Group” avevano assicurato il ripristino della piena funzionalità del servizio entro il 16 febbraio. Ma così non è stato. Dall’azienda genovese hanno scaricato la colpa dei mancati pagamenti sui ritardi nei trasferimenti di denaro da parte della pubblica amministrazione, che causerebbero problemi di liquidità. “A causa dei ritardi, spesso siamo costretti a finanziare i pagamenti di tasca nostra”, aveva spiegato a Linkiesta Ferruccio Borsani, direttore generale business division di “Qui! Group”, “ma non abbiamo una cassa infinita”. L’azienda ha poi annunciato la chiusura imminente di una partnership, che avrebbe dovrebbe far fronte ai disagi continui di cassa. Ed “entro la fine di marzo dovremmo recuperare tutti i pagamenti arretrati”, aveva assicurato Borsani.

Cosa è cambiato?

“Ad oggi noi non registriamo alcun cambiamento”, ha dichiarato all’Agi Marco Sozzi, responsabile della Cisl. “Gli esercenti continuano a non accettare i ticket e la situazione è ancora in pieno stallo”. Sappiamo – ha aggiunto - che la Consip ha indetto una nuova gara d’appalto per l’assegnazione dei lotti per i buoni pasto”. Il problema però – osserva Sozzi – “è che questi acquisti non li fanno le singole amministrazioni pubbliche ma la Consip che paga con anticipo i buoni pasto al fornitore per un servizio che non funziona”. Intanto la Cisl ha pubblicato una lettera indirizzata alla Consip e al ministero della Giustizia nella quale si chiede:

  • che le amministrazioni e la Consip rendano note, in modo trasparente, al personale le misure adottate e quelle risolutive che si intendono adottare prossimamente per assicurare il pieno ripristino della funzionalità del servizio;
  • che le amministrazioni provvedano, attraverso i loro centri di spesa, a ritirare i buoni non spendibili e a sostituirli con ticket disponibili per effetto del “lotto accessorio” o con ticket di nuova emissione.
  • che vengano fornite adeguate informazioni sulle iniziative intraprese che possano consentire di non ripetere, nel futuro, i disagi e le disfunzioni verificatesi a danno dei lavoratori.

“Non abbiamo avuto alcuna risposta”, ha assicurato Sozzi. Un mese fa era stata l’Usb a diffondere un comunicato dai toni forti per denunciare la situazione: “Siamo costretti a rilevare una grave inadempienza da parte aziendale che, nel caso in specie, colpisce un diritto fondamentale dei lavoratori, privati della possibilità di un rimborso economico spettante e riconosciuto dalle vigenti normative contrattuali. Sollecitiamo pertanto l’azienda ad attivarsi immediatamente per porre rimedio definitivo alla spendibilità dei “Qui!Ticket” negli esercizi convenzionati, in quanto la vicenda sta diventando gravemente lesiva delle spettanze economiche dovute ai lavoratori, così come previsto dal CCNL”. 



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