Banche italiane ok, Mps bocciata

Negli stress test dell'Eba l'istituto senese risulta il peggiore d'Europa - Via libera al piano di salvataggio

Banche italiane ok, Mps bocciata
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Roma - Quattro banche promosse e Mps che supera il test nello scenario base ma non in quello negativo e nella prova sotto sforzo risulta la peggiore d'Europa. Sono questi i risultati dello stress test condotto dall'Eba sulle 5 principali banche italiane. Nonostante la severità dell'esercizio e le forti tensioni degli ultimi anni", commenta la Banca d'Italia in una nota, "quattro delle cinque principali banche italiane comprese nel campione Eba mostrano una buona tenuta. Gli stress test dimostrano la solidita' del sistema bancario italiano nel suo insieme, aggiungono fonti del ministero dell'Economia

'Promosse', dunque, UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Ubi Banca: per queste banche l'impatto ponderato sul capitale (Cet1) derivante dallo scenario avverso e' pari a 3,2 punti percentuali a fronte del 3,8 per cento della media del campione Eba. Comprendendo anche il Monte dei Paschi, l'impatto sarebbe, in termini ponderati, di 4,1 punti percentuali".

Mps, via libera al piano di salvataggio

Mps e' l'unica banca tra le 51 sottoposte agli stress test dell'Eba ad avere un Cet 1 negativo al 2018 in caso di scenario avverso. In particolare, l'indicatore dell'istituto senese si collocherebbe a -2,44%, con una perdita 1.451 punti base rispetto al 12,24% segnato nello scenario base. Dalle tabelle dell'Eba risultano sotto la soglia del 7% in caso di scenario avverso anche Raiffeisen (6,12%), Banco Popular (6,62%), Allied Irish Banks (4,31%) e The Governor and company of the Bank of Ireland (6,15%)

Il Monte dei Paschi di Siena, che supera il test nello scenario di base, spiega via Nazionale, "mostra nello scenario avverso un risultato negativo. Bankitalia ricorda però anche che il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi ha deliberato un piano che prevede la cessione dell'intero portafoglio di crediti in sofferenza e un aumento di capitale fino a 5 miliardi, che consentirà di incrementare significativamente gli accantonamenti sui restanti crediti deteriorati. Per effetto di tale operazione, la banca deterrà prestiti deteriorati - ma non in sofferenza - in linea con quelli medi del sistema bancario italiano. Il patrimonio di Vigilanza della banca si manterrà sugli attuali livelli e la redditività potrà risentire di miglioramenti sia sul fronte dei costi della provvista e del credito sia su quello del rendimento dell'attivo e della liquidità".

Le condizioni del Monte dei Paschi di Siena, si legge ancora nella nota di Bankitalia "sono da tempo all'attenzione dell'Ssm. Dal novembre del 2013 il gruppo è sottoposto a un piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea, tuttora in corso, durante il quale sono stati conseguiti risultati notevoli, sul piano della razionalizzazione organizzativa e dell'abbattimento dei costi. Circa la metà della complessiva riduzione di capitale registrata dal Monte dei Paschi nel corso del test, spiega ancora Bankitalia, "è attribuibile alla diminuzione del margine di interesse; la restante parte è dovuta all'incremento delle deduzioni patrimoniali e delle perdite su crediti e alle svalutazioni sui titoli di Stato detenuti nel portafoglio Afs. Per due terzi circa l'impatto a conto economico è dovuto alla riduzione del margine di interesse. In particolare, l'entità dello shock idiosincratico (pari a 220 punti base), commisurato al rating di partenza della banca (B-), è di gran lunga superiore a quello previsto per banche con rating migliori (25 punti base, per le banche con rating AAA), specie se si considera che tale shock produce i suoi effetti per tre anni consecutivi".

Mentre lo scenario base è quello ripreso dalle ultime previsioni della commissione europea, quello avverso ipotizza per l'Italia una caduta del Pil reale nel triennio 2016-18 di quasi sei punti percentuali rispetto alle previsioni dello scenario di base. Nel 2018 il livello del prodotto sarebbe di circa 10 punti percentuali inferiore a quello osservato all'inizio della crisi finanziaria (2007); si tratterebbe di una perdita senza precedenti dall'ultimo conflitto mondiale. Lo scenario avverso ipotizza inoltre un aumento nel triennio del rendimento dei titoli di Stato italiani a lungo termine di circa 100 punti base, che comporterebbe una svalutazione del 12 per cento di tali titoli.

I risultati degli stress test condotti dall'Eba su una cinquantina di banche europee, di cui cinque italiane, "mostrano i benefici dei rafforzamenti di capitale effettuati, riflessi nella capacita' di recupero del settore bancario dell'Unione europea di fronte a uno shock grave". E' il commento del presidente dell'autorita' bancaria, Andrea Enria. "Questi test - prosegue il commento - sono uno strumento essenziale per assistere le autorita' di supervisione nell'accelerazione del processo di risanamento dei bilanci bancari, importante per ripristinare il credito a famiglie e imprese". I limiti metodologici degli stress test, volti a garantire la coerenza e la possibilita' di confronto, fanno si' che i risultati siano "un'importante parte di informazione da considerare nel contesto della situazione specifica di ogni banca", conclude il commento di Enria. (AGI)