Bollette a 28 giorni. Cosa prevede la legge 

Le norme, i rimborsi, cosa dovranno fare i consumatori, cosa le società interessate, dalle pay tv alla telefonia 

Bollette a 28 giorni. Cosa prevede la legge 

Entro il prossimo 4 aprile le bollette di telefonia e pay tv dovranno tornare mensili, come ha stabilito il decreto fisco collegato alla manovra poi convertito con la legge 172/2017. Lo stop alla fatturazione delle bollette ogni 28 giorni riguarda la telefonia, le pay tv, e Internet ma non vale per luce e gas.

Previsti anche rimborsi per gli utenti di telefonia fissa per i quali però bisognerà aspettare, però, poiché il Tar del Lazio ha congelato fino al 31 ottobre l'obbligo di rimborso automatico che sarebbe dovuto scattare ad aprile. E venerdì 16 febbraio l'Agcom ha diffidato Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Sky per "non aver rispettato le prescrizioni in materia di chiarezza, trasparenza e completezza delle informative", in particolare per quanto riguarda, "la precisa indicazione del prezzo di rinnovo delle offerte a fronte di modifiche contrattuali nella fase di ritorno alla cadenza mensile della fatturazione".

L'Autorità ha anche deciso di avviare nuovi procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori recidivi che non si sono adeguati alla delibera che stabilisce la fatturazione mensile. 

Cosa stabilisce la legge 172/2017

Il periodo mensile o suoi multipli è stato ripristinato come "standard minimo" dei contratti. La norma prevede che gli operatori dovranno adeguarsi entro 120 giorni dall'entrata in vigore (6 dicembre), ovvero a partire dal 4 aprile chi è inadempiente dovrà rimborsare ogni utente con un indennizzo forfettario di 50 euro, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine imposto dall'Autorità. Raddoppiate anche le sanzioni che vanno da un minimo di 240 mila euro a un massimo di 5 milioni. 

La delibera dell'Agcom

L'Agcom era già intervenuta nel marzo 2017 con una delibera che imponeva agli operatori della telefonia fissa e di quella ibrida (cioè fissa e mobile) di tornare alla modalità di fatturazione mensile. La prassi di addebito a 28 giorni era stata invece temporaneamente consentita solo alla telefonia mobile. Gli operatori telefonici hanno però disatteso il termine di 90 giorni concesso dal Garante per adeguarsi. E hanno scelto, insieme a Sky, di impugnare la delibera dell'Authority davanti al Tar del Lazio.

Lo scorso dicembre, visto il perseverare delle fatturazioni a 28 giorni, l'Agcom era intervenuta di nuovo, applicando una sanzione di oltre un milione di euro a carico di Tim, Vodafone Italia, Wind Tre e Fastweb. Ritenendo che i consumatori non dovessero subire alcun pregiudizio a causa del ritardato adeguamento tariffario, il Garante ha inoltre intimato agli operatori di rimborsare le somme ingiustamente pagate dagli utenti a partire dal 23 giugno 2017, stornandole dalla prima fattura emessa con cadenza mensile. -

La decisione del Tar del Lazio, e cosa succederà ad ottobre

Il Tar del Lazio si è espresso con due ordinanze di accoglimento parziale delle richieste con le quali Wind Tre e Vodafone hanno contestato le delibere dello scorso dicembre con cui Agcom le sanzionava per non aver seguito le indicazioni dell'Autorità. Il tribunale ha quindi rinviato la questione dei rimborsi automatici alla discussione di merito con udienza già fissata per il 31 ottobre. Entro fine mese il Tar si esprimerà anche sui ricorsi di Telecom e Fastweb.

Allo stesso tempo il Tar ha dato ragione all'Agcom sull'illegittimità della fatturazione a 28 giorni respingendo definitivamente l'impugnazione della delibera con cui l'Autorità a marzo aveva imposto il ritorno nella telefonia fissa alla fatturazione su base mensile. -

Il Codacons chiede sequestri alle procure

Il Codacons ha presentato un'istanza a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di disporre sequestri cautelari presso le compagnie telefoniche operanti nel nostro paese. Al centro della richiesta dell'associazione le illegittime fatturazioni a 28 giorni da parte delle società della telefonia, adottate a partire dal 2015 e ora bocciate definitivamente dal Tar. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.