Boccia ha spiegato perché la manovra non piace a Confindustria

In due interviste a Mattino e Qn il leader degli industriali punta il dito contro "l'approccio poco orientato alla crescita"

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Con l'arretramento del Pil "l'Italia frena come conseguenza di un approccio non orientato alla crescita": lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista al Mattino.

"In particolare", ha lamentato Boccia, "si depotenziano due strumenti che hanno mostrato di avere effetti positivi sull'economia reale come Industria 4.0, il credito d'imposta su ricerca e sviluppo, e il credito d'imposta sugli investimenti che riguarda esplicitamente il Mezzogiorno. E pensare che lo scorso anno questa misura è stata in grado di provocare prenotazioni per investimenti superiori ai 6 miliardi".

Confindustria suona la sveglia al governo

In un'altra intervista a Giorno, Nazione e Resto del Carlino, il numero uno di Confindustria ha criticato la politica economica del governo: "Il giudizio sulla politica economica del governo è unanime: grandi e piccole imprese, commercianti, artigiani, agricoltori, cooperative suonano la sveglia a un esecutivo che non può ignorare le ragioni economiche nell'interesse del Paese, puntando a maggiore occupazione e maggiore crescita".

Boccia ha sottolineato l'importanza dell'appuntamento di lunedì a Torino: "Se 11 organizzazioni che rappresentano oltre 3 milioni d'imprenditori, più di 13 milioni di addetti e il 165% del valore aggiunto prodotto nel Paese riuniscono i loro vertici per firmare un documento congiunto a favore delle Tav, delle grandi opere, delle infrastrutture e della crescita, è un messaggio che deve far riflettere e che viene da tutti i protagonisti dell'economia".

"Manifestazione di Torino e flessione del Pil sono entrambe una risposta alla manovra", ha osservato il numero uno di Confindustria.

"Bisogna puntare sulla crescita"

Per Boccia si deve cambiare la manovra "puntando sulla crescita, unico modo per raggiungere gli obiettivi dichiarati". "Le nostre proposte sono note", ha aggiunto, "intanto aprire cantieri e non chiuderli motivo principale dell'iniziativa di lunedì e poi pagare alle imprese i 65 miliardi dovuti dalla pubblica amministrazione, raddoppiare l'importo previsto dal fondo di garanzia per venire incontro alle esigenze di credito delle aziende, azzerare tasse e contributi sui premi di produzione per favorire lo scambio salario-produttività, abbassare il cuneo fiscale, avviare una grande stagione d'inclusione dei giovani nel mondo del lavoro".



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