Il Bitcoin è balzato oltre i 18 mila dollari dopo il lancio a Chicago del primo future sulla criptovaluta

Il traffico sul sito della Cboe nelle prime fasi è stato così frenetico da renderlo inaccessibile per 20 minuti dopo l'apertura. Un post di Riccardo Luna

Il Bitcoin è balzato oltre i 18 mila dollari dopo il lancio a Chicago del primo future sulla criptovaluta
 Afp
 Bitcoin

Partenza con sprint per il bitcoin scambiato per la prima volta al Chicago Board Options Exchange (Cboe). La moneta digitale, che ha debuttato a quota 15mila dollari e ha superato nei primi scambi la soglia dei 16 mila dollari, ha toccato sui mercati asiatici quota 18 mila dollari, tra scambi molto volatili che hanno, nei primi venti minuti di contrattazione, reso inaccessibile il sito internet Cboe che, ha dovuto sospendere le contrattazioni dopo 2,5 ore e dopo 4 ore a causa dei forti rialzi, scrive Milano Finanza. Chicago ha infatti previsto, per limitare la grande volatilità attesa su questo tipo nuovo di derivato, di porre delle sospensioni di 2 minuti se la fiammata è superiore al 10% e di 5 minuti se superiore al 20%, di cinque e più minuti in casi di rialzi molto marcati.

Una serie di massimi storici

I dieci giorni che hanno preceduto l'ingresso del Bitcoin​ nel mondo della finanza ufficiale hanno visto la criptovaluta inanellare una serie di massimi storici impressionante, fino a superare i 19 mila dollari, raddoppiando così il proprio valore in poco più di una settimana. Ora il grande giorno è arrivato: il bitcoin si è affacciato questa domenica sul mercato dei future negli Stati Uniti, una irruzione nel mondo dell'alta finanza che dovrebbe limitare la volatilità della divisa digitale, ovvero l'aspetto che ha suscitato più perplessita tra gli scettici, che paventano un rovinoso sgonfiamento della bolla.

I derivati in Bitcoin hanno cominciato a entrare nelle offerte a mezzanotte, ora italiana, nel mercato Cboe di Chicago, anche se il primo giorno di operazioni sulla piattaforma sarà oggi, quando sarà possibile valutare in concreto l'esito del lancio. Ed è solo l'inizio: entro il 18 dicembre i future in Bitcoin dovrebbero sbarcare sulla più grande piattaforma di trading di derivati del mondo, la Cme, anch'essa con sede a Chicago, e per il prossimo anno è previsto anche il lancio sul mercato dei future del Nasdaq, mentre sono in corso test anche sui listini di Tokyo e Parigi.

Il Bitcoin è balzato oltre i 18 mila dollari dopo il lancio a Chicago del primo future sulla criptovaluta
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E le grandi banche contrarie

"Dato l'interesse senza precedenti per il Bitcoin, è fondamentale fornire ai nostri clienti gli strumenti di mercato per consentire loro di esprimere i loro punti di vista e coprire la loro esposizione", afferma il presidente della Cboe, Ed Tillu. Ma non tutta la comunità finanziaria è fiduciosa. Nei giorni scorsi le grandi banche Usa hanno avvertito le autorità di controllo che il sistema finanziario non è preparato ad affrontare nell'immediato il lancio dei contratti future sulle criptovalute. La Futures Industry Association, l'associazione che raggruppa i grandi broker e cioè le grandi banche Usa, ha inviato una lettera alla Cftc, la Commodity Futures Trading Commission, l'autorità che la scorsa settimana ha autorizzato il lancio di questi nuovi contratti future. Nella missiva si legge che una rapida introduzione dei future sul bitcoin "non ha permesso di allestire un'adeguata trasparenza" del lancio in pubblico di questi strumenti. Per i broker l'utilizzo di "questi nuovi prodotti non tiene conto dei rischi potenziali che stanno alla base del loro trading e va rivisto". 

Secondo Joe Van Hecke, managing partner di Grace Hall Trading LLc, sentito da Bloomberg, - scrive ancora MF - è stato piuttosto facile operare sul mercato dei futures sul bitcoin, anche se l’intermediazione (clearing house activity) non viene fatta da tutte le banche. I più importanti istituti americani sono infatti ufficialmente contrari a questo tipo di operazione di derivato su una valuta che non poggia su nulla e che non è controllata da un banca centrale.

 

 



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