La startup italiana che salva gli stormi degli aeroporti

Il progetto si chiama Bird Concentration Monitoring System, utilizza l’intelligenza artificiale contro quelli che si chiamano birdstrike e l’ha sviluppato The Edge Company, una startup italiana

birdstrike startup

Un sistema di telecamere in grado di monitorare le specie volatili che frequentano un aeroporto e di attivare una rete di dissuasori in caso di pericolo di impatto con aerei. Il progetto si chiama Bird Concentration Monitoring System, utilizza l’intelligenza artificiale contro quelli che si chiamano birdstrike e l’ha sviluppato The Edge Company, una startup italiana. Grazie al BCMS, l’azienda è stata selezionata, insieme ad altre imprese internazionali, dall’acceleratore francese The Camp per un percorso di sviluppo.

I birdstrike sono il tipo più frequente di incidenti con stormi o branchi di animali: l’impatto violento tra un aeromobile ed uno o più animali selvatici. Secondo i dati 2016 dell’Ente nazionale per l'aviazione civile, negli Stati Uniti gli impatti tra fauna selvatica e aviazione civile sono passati da 1.847 nel 1990 a 13.795 nel 2015. In Italia il numero di wildlife strike è passato 348 nel 2002 a 1.084 nel 2014. La sola aviazione civile degli Stati Uniti spende quasi un miliardo di dollari l’anno per il wildlife strike, mentre in Italia si stima un costo di 40 milioni di euro l’anno, tra riparazioni e ritardi nei voli. Radar e cannocchiale sono al momento gli strumenti più utilizzati per far fronte al problema. 

 

Intelligenza Artificiale

The Edge Company ha sviluppato, insieme all’università di Verona, un sistema basato su visione artificiale e una rete di deep learning: in estrema sintesi, una rete di telecamere intelligenti collegate ad un sistema di intelligenza artificiale. Le telecamere acquisiscono le immagini che vengono elaborate da un cervello, e, nel caso individuino i volatili, agiscono su una rete di dissuasori (nel dettaglio si tratta di sistemi distress call, richiami di pericolo, meno invasivi, rispettosi dell’ambiente, senza emissioni e cruelty free).  Il team. The Edge Company è stata fondata (e autofinanziata per più di un anno) nel 2017 a Rimini da Francesca Dalla Venezia, Fabio Masci (pilota in congedo presso l’Aeronautica Militare), Marco Marotta (anche lui pilota in congedo), Roberto biscaro (titolare del parco scientifico PST di Verona). “Tutto ciò che stiamo sviluppando - ha spiegato Fabio Masci - cerca di rispondere a bisogni veri provati sulla pelle dei fondatori. Riteniamo che l’unione della conoscenza e dello stato dell’arte della tecnologia consentano di immettere sul mercato prodotti e servizi dirompenti perché fondamentalmente utili”. Dopo aver vinto il bando di Smart e Start, businness competition del Ministero dello Sviluppo Economico, sono arrivati secondi allo Startup Village di Skolkovo (Mosca) nel settore safety.

In Francia e in Italia

Il 18 luglio la società è stata selezionata dall’acceleratore francese The Camp. “Formazione, confronto con le realtà mondiali dunque apertura mentale e contatti coi più importanti gruppi nell’aerospazio che potranno sfociare in concrete possibilità di business” questo si aspetta Masci dall’esperienza in Francia. “Sia i responsabili dell’acceleratore francese sia la giuria esterna hanno definito il BCMS, un sistema ‘disruptive’. Questa è la testimonianza che la conoscenza di base unita alla tecnologia può creare soluzioni utili a problemi anche annosi”. Nel nostro Paese, il sistema sviluppato dal team di Masci ha riscosso interesse da parte di qualche società di gestione aeroportuale “ma - precisa - stiamo incontrando molte difficoltà nel superare alcune rendite di posizione tipiche del nostro Paese. Per fortuna l’essere stati selezionati da The Camp ci offre quantomeno la prospettiva di poter eventualmente iniziare anche dall’estero”.

Gli altri progetti

Oltre al Bird Concentration Monitoring System, la società è al lavoro anche su altri 2 prodotti. Uno è Maestro, sistema di apprendimento in realtà aumentata che può essere utilizzato per guidare un visitatore in una mostra, ma anche un tecnico in un’operazione a distanza: un progetto che si è guadagnato l’interesse dell’Agenzia Spaziale Italiana. “In ASI - ha detto sempre Masci - abbiamo subito trovato una grande apertura riguardo questo tipo di tecnologia e grande apprezzamento per quello che stavamo cercando di fare in considerazione del livello di ambizione dello stesso progetto”. L’obiettivo è “portare il sistema Maestro nello spazio, nella ISS”. L’altro progetto si occupa di sharing mobility e punta alla creazione di una flotta di piccoli aerei in proprietà frazionata, rivolta ad aziende che hanno necessità di far muovere spesso il proprio management.



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