"Mario Draghi dovrebbe parlare di meno" dice l'economista Sapelli

I tedeschi, dice all'Agi, "restano accecati dall'ideologia del debito come peccato e, come lo scorpione, non riescono a impedirsi di pungere la rana Bce che cerca di trasportarli al di là del fiume"

Bce draghi germania Sapelli
 (Afp)
 Mario Draghi

L'atteggiamento della Germania nei confronti delle misure assunte dalla Bce "ricorda quello dello scorpione nella favola di Esopo". A suggerire il paragone è Giulio Sapelli, secondo cui l'attacco della Bundesbank al nuovo Qe dimostra che Berlino "non ha capito che, favorendo la svalutazione dell'euro, Draghi sta dando ossigeno anche alle sue esportazioni".

I tedeschi, incalza l'economista intervistato dall'Agi, "restano accecati dall'ideologia del debito come peccato e, come lo scorpione, non riescono a impedirsi di pungere la rana Bce che cerca di trasportarli al di là del fiume".

Sapelli non risparmia però critiche neanche a Draghi. "Se il suo obiettivo è raggiungere finalmente l'inflazione", osserva, "allora le misure restano insufficienti. Il mondo", aggiunge, "è in deflazione secolare, in una stagnazione da deflazione mai vista, e l'unico modo per uscirne è aumentare salari e investimenti. La moneta non serve a creare sviluppo. Le politiche di crescita le fanno gli investimenti, lo stock di capitale fisso non quello di moneta circolante".

Di fondo, prosegue Sapelli, "anche Draghi è schiavo della politica dell'offerta e dovrebbe smetterla di parlare di debito. Una volta i banchieri centrali tacevano e agivano. Parli anche lui una sola volta all'anno, altrimenti accresce l'instabilità e la crisi di credibilità dei Parlamenti eletti".

Ma l'attacco a Draghi è anche il sintomo di "un mondo a frattali, della disgregazione del sistema, dell'inusitato conflitto in atto tra Europa e Stati Uniti. Chi non lo ha mai digerito non ha perso occasione per metterlo sotto accusa non appena i suoi 'amici' Stati Uniti lo hanno abbandonato". Ed è un messaggio al suo successore alla guida della Bce, Christine Lagarde. "Come a dirle: stai attenta a non crearci gli stessi problemi", conclude Sapelli. 



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