Spread, in nove mesi recuperati 150 punti

Come è andato, tra alti e bassi il differenziale da novembre a oggi 

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 Giovanni Mereghetti/Agf
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Sono 150 i punti recuperati dallo spread tra Btp italiani e omologhi Bund tedeschi dal 20 novembre scorso, vigilia della bocciatura della manovra di bilancio italiana a Bruxelles, a oggi. Quel giorno il differenziale schizzò in chiusura fino a 326 punti, per un rendimento del 3,61%. In sette mesi la distanza tra i titoli italiani e quelli di Berlino si è ridotta a 185 punti per un tasso dei Buoni del Tesoro tricolore sotto l'1,60%. Con gran sollievo di conti pubblici e bilanci bancari.

Il rapporto tra maggioranza giallo-verde e i mercati si era mostrato problematico sin da subito. Il 5 marzo 2018, primo giorno di Borse aperte dopo le elezioni, lo spread si attestò a 137 punti. Ma il timore che l'alleanza che si stava formando potesse spingere l'Italia fuori dall'euro accese la tensione. Il 29 maggio il differenziale volava così oltre la soglia dei 300 punti.

L'effettiva entrata in carica dell'esecutivo calmò le acque e progressivamente lo spread tornò a contrarsi. A giugno viaggiava sui 220 punti, a fine settembre si attestava ancora attorno a quota 230. A riaccendere la miccia sono state le trattative per la messa a punto della manovra economica. Il differenziale si impennò e il 9 ottobre tornava sopra quota 300. Lo scontro sui numeri con la commissione europea fece il resto fino a un picco di 335 nel durante del 20 novembre.

Fu l'accordo con Bruxelles a raffreddare il clima tanto che il differenziale, a fine gennaio, rientrava fino a quota 243. L'ipotesi che la commissione potesse poi aprire una procedura di infrazione sul debito contro l'Italia riappiccò, per l'ultima volta, l'incendio.

Per tutto maggio il differenziale si mantenne a cavallo dei 280 punti. Poi, l'intervento di Mario Draghi, che di fatto prelude a un nuovo programma di quantitative easing della Bce, e l'assestamento di bilancio, che assicura la promozione dei conti italiani a Bruxelles, riportano il sereno. A inizio luglio lo spread tornava sotto quota 200 punti, poi, gradualmente, si è ridotto fino ai 185 punti di oggi, un livello che non si vedeva dal 22 maggio 2018.



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