Fs ha presentato l'offerta per Alitalia. Ma non sarà un'operazione semplice

I soldi da mettere sono tanti e il gruppo ferroviario non vuole pensarci da solo

Fs ha presentato l'offerta per Alitalia. Ma non sarà un'operazione semplice
Foto: Tiziana Fabi / Afp
  Alitalia

Con la presentazione delle due offerte vincolanti e della manifestazione di interesse per l'acquisto dell'Alitalia si apre la fase più difficile e delicata per il rilancio del vettore destinato a riassumere il ruolo di 'compagnia di bandiera'. L'offerta in 'pole position', alla luce delle innumerevoli dichiarazioni del Governo, è quella delle Ferrovie dello Stato Italiane. Ma il gruppo di piazza della Croce Rossa, secondo indiscrezioni mai smentite, ha posto una serie di condizioni tutt'altro che semplici da soddisfare.

Le richieste di Fs

Prima di tutto, si chiede che nella compagine azionaria della nuova Alitalia entrino, a fianco delle Fs, altri soggetti pubblici e istituzionali fino a coprire una quota del 51% del capitale. In secondo luogo, il gruppo guidato da Gianfranco Battisti pone la condizione di essere affiancato da un alleato industriale quale una grande aviolinea internazionale. Su questo fronte la scelta potrebbe essere tra gli altri due pretendenti: EasyJet, che ha presentato un'offerta vincolante, e Delta che, secondo indiscrezioni avrebbe avanzato una 'manifestazione di interesse'. Il problema più complesso sembra essere la composizione del nucleo nazionale di azionisti. I grandi gruppi controllati dal ministero dell'Economia, come Eni e Leonardo, nei giorni scorsi hanno già escluso di poter partecipare alla partita e altrettanto vale per la Cassa Depositi e Prestiti dopo il veto delle Fondazioni. Rimarrebbero Poste Italiane anche se, dopo la fallimentare esperienza della precedente gestione Alitalia, è tutto da verificare se e in che misura, potrebbero entrare nel capitale della nuova compagnia di bandiera. Insomma, come accade di frequente il problema è 'chi apre il portafoglio e mette a disposizione le risorse'.

Dal punto di vista economico, secondo le indiscrezioni che circolano da tempo, il fabbisogno finanziario è valutabile tra 1,5 e 2 miliardi. E c'è poi da tener presente che a dicembre scade il prestito pubblico che, comprensivo degli interessi, vale circa un miliardo. A questo punto, come rende noto un comunicato dell'Alitalia, nei prossimi giorni, i commissari provvederanno a esaminare in dettaglio la documentazione ricevuta e successivamente a trasmettere le proprie determinazioni al Ministero dello Sviluppo economico.



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