Che Macron avrebbe vinto era scritto (su Twitter a gennaio)

Analisi di 'Culture' su 155 mila tweet in francese e altrettanti in italiano

Che Macron avrebbe vinto era scritto (su Twitter a gennaio)
 Foto: Christope Petit Tesson / POOL / AFP
 Elezioni in Francia, la vittoria di Macron (Afp)

Il successo di Emmenuel Macron si poteva intuire da quello che circolava su Twitter all’inizio dell’anno. Lo spiega uno studio di Felicia Pelagalli, consulente per imprese attraverso la sua azienda Culture, e specialista di ricerche sull'uso dei social network.

Sono stati analizzati 155.000 tweet in lingua francese (contenenti le parole chiave: “Europa”, “UE”, “Europe” e “UE”) lanciati tra l’11 gennaio e l’11 febbraio 2017, sperimentando un’innovativa metodologia (basata sulla percezione dei fenomeni legata al “sentiment” espressi dalla rete). ‚Äč

Dallo studio è emerso che le parole d’ordine lanciate da Emmanuel Macron sono state quelle di maggior successo sul social.

Che Macron avrebbe vinto era scritto (su Twitter a gennaio)
 Emmanuel Macron - foto Afp

Ma non solo. Nello stesso periodo è stato analizzato un eguale numero di tweet in italiano. Qui emerge che da noi tra protesta rabbiosa e europeismo è pari e patta; ma forti sono la paura e l’allarme.

Pelagalli ha costruito in entrambi i casi un diagramma cartesiano dove mostra gruppi tematici di parole lungo entrambi gli assi.

I risultati della ricerca saranno presentati alla Conferenza scientifica “Statistics and Data Science: New Challenges, New Generations“, in programma dal 28 al 30 giugno 2017 all’Università di Firenze.

L’analisi sui tweet francesi

Nello schema riguardante i tweet francesi, vediamo come predomini in particolare il gruppo di parole “dentro”.

Che Macron avrebbe vinto era scritto (su Twitter a gennaio)

Il 34% delle parole è da inserirsi in questa categoria. Al suo interno sono state catalogate parole come “Europa”, “democrazia”, “lavoro”, “unità”, “sociale” e così via. Dalla parte opposta, il gruppo “fuori”, che rappresenta il 22% dei tweet analizzati. Qui vi sono tutte le parole che richiamano all’uscita della Francia dall’Unione Europea, oltre a quelle componenti il mitico motto “Libertè Fraternitè Egalitè”, a simboleggiare il nazionalismo che Marine Le Pen rappresenta.

L’altra contrapposizione è tra “ordinario” e “straordinario”, sull'asse verticale. Qui sono leggermente di più le parole richiamanti il concetto di “ordinario” (23%), ma secondo Pelagalli il gruppo “straordinario” (21%) è quello che meglio spiega l’affermazione di Macron. Un gioco regolato e leale, la speranza, il sostegno, il sentimento sportivo: queste le caratteristiche "straordinarie" della campagna elettorale del nuovo Presidente francese.

L’analisi sui tweet italiani

Nell'analisi dei tweet italiani si registra un numero praticamente uguale di tweet contrapposti tra richiamo alle istituzioni e protesta. Ma sull’altro asse i sentimenti negativi sono molto forti.

Che Macron avrebbe vinto era scritto (su Twitter a gennaio)

Il 24% dei tweet riguarda le “istituzioni”, stessa percentuale per il gruppo “protesta populista”. In questo secondo gruppo è “chiedere” la parola più diffusa: un termine che racchiude in sé rabbia e sconforto, secondo Pelagalli. Sull’asse verticale, invece, sebbene i tweet raggruppati in “successo” siano il 18%, ci sono ben due gruppi al 17% che includono sentimenti negativi. Sono “valori e paure” e “allarme”. La ricercatrice spiega che, sebbene contenga al suo interno i valori dell’identità europea, la prima delle due (valori e paure) è una categoria che contiene anche i temi della difesa del territorio e dei confini causati dal terrore.