Juve-Inter, cosa dicono i numeri sulla super sfida dell'Allianz Stadium

Stasera il derby d'Italia numero 169 che potrebbe essere, se non decisivo, certo illuminante sulla squadra più forte della serie A

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 Juventus-Inter

Tutto pronto all’Allianz Stadium di Torino il 169° Derby d’Italia che quest’anno è tornato a essere qualcosa di più di una semplice classicissima del calcio italiano: Juventus-Inter è di nuovo un match dalle importanti conseguenze sulla lotta scudetto per entrambe le squadre, con Napoli, Roma e Lazio spettatrici molto interessate.

La rinascita nerazzurra del nuovo corso di mister Luciano Spalletti ha riportato l’Inter ad alti livelli in campionato. Dopo la sconfitta del Napoli contro i bianconeri e il contestuale 5-0 dell’Inter al Chievo, lcardi e compagni sono tornati da soli in vetta alla classifica e, vincendo allo Stadium di Torino hanno l’occasione di spedire la Juventus a -5 e di tenere dietro il Napoli, oltre che le due romane sempre in agguato, soprattutto la Roma galvanizzata dal passaggio del turno come prima del girone in Champions. L’Inter è l’unica squadra imbattuta del campionato: ha vinto 12 partite su 15, e le altre 3 le ha pareggiate contro il Bologna in trasferta (1-1), il Torino in casa (1-1) e il Napoli al San Paolo (0-0). 12 vittorie in 15 partite anche per la Juve, che però ne ha perse 2 (in casa contro la Lazio e a Marassi contro la Sampdoria) e pareggiata 1 (a Bergamo con l’Atalanta).

Juventus-Inter va in scena per la settima volta nel nuovo stadio juventino, simbolo anch’esso di una rinascita, ma bianconera: dopo l’inaugurazione dello Juventus (oggi Allianz) Stadium nel settembre 2011 sono arrivati sei scudetti in sei anni per la Juve. Contestualmente, sono stati anni difficili per l’Inter: dal 2011 non vince un titolo (ultima la Coppa Italia 2010-11) e ha vissuto una lunga transizione societaria associata a una profonda crisi di risultati.

Su 6 scontri allo Stadium si contano 4 vittorie Juve, 1 pareggio e 1 vittoria interista: vittoria storica, quella della stagione 2012-13, perché fu la prima sconfitta in gare ufficiali della Juve fra le nuove mura amiche. È quella anche l’ultima vittoria dell’Inter a Torino contro i bianconeri. Per la Juve fu una sconfitta indolore: quell’Inter, guidata da Andrea Stramaccioni, coltivò brevemente ambizioni scudetto, salvo poi sprofondare in classifica e chiudere con un deludente nono posto.

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Ruoli invertiti

Il campionato in corso sta riscrivendo alcune tendenze consolidate per il calcio italiano. Negli ultimi anni la Juventus si è distinta come la squadra con la miglior difesa: negli anni dei sei scudetti il maggior numero di gol subiti è stato 27 nel 2016-17 mentre per ben due anni (nel 2011-12 con Conte e nel 2015-16 con Allegri) ha chiuso a quota 20. Quest’anno, dopo 15 partite, ha già incassato 14 gol, quasi uno a partita (0,93): se calcoliamo la media dei gol subiti nei sei anni scudettati otteniamo 23, ovvero 0,61 a partita. Questo significa che se il trend di quest’anno si confermasse la Juve chiuderebbe l’anno con 35 gol incassati, record negativo dal 2010-11, ultima annata in cui la Juve subì più di 30 gol in un campionato (alla fine furono 47).

L’Inter sembra al contrario ricalcare la formula della “vecchia” Juve: attacco efficace ma non il migliore, con 33 gol fatti, di cui 16 firmati dal capocannoniere Mauro Icardi. Ma a essere al meglio è proprio la difesa. Solo 10 i gol al passivo in 15 partite per l’Inter: numeri che la rendono fin qui la miglior difesa della Serie A 2017-18 insieme alla Roma e al Napoli. E se andiamo a vedere quanti gol a partita prendono Inter, Napoli e Roma otteniamo 0,66, un valore di poco superiore a quello della media dei bianconeri dei sei scudetti (0,61). Le tre squadre quindi sono perfettamente nel solco tracciato dalla Juve prima di Conte poi di Allegri, mentre a discostarsi leggermente, e in peggio, è proprio la Juve.

Se guardiamo ai gol fatti invece la Juve quest’anno sta facendo meglio di tutti: 41 gol realizzati, frutto di 39 marcature e due autoreti. 6 gol in più del Napoli e della Lazio e 8 in più dell’Inter. Una piccola anomalia, considerando ad esempio che la Roma 2016-17 di Luciano Spalletti segnò dopo 38 giornate 13 gol in più della Vecchia Signora, mentre il Napoli di Sarri ne fece addirittura 17 in più.

Se poi consideriamo anche i calciatori che segnano, la Juve si rivela essere una cooperativa del gol: è la squadra di A che manda in rete più uomini (12), nessuna come lei.

L’Inter si affida soprattutto a Mauro Icardi: 16 gol, a cui si aggiungono i 7 di Ivan Perisic. 23 gol in tutto, meglio della coppia argentina della Juve Paulo Dybala - Gonzalo Higuain a quota 21. Icardi è in uno stato di forma notevole, e i 16 gol già segnati lo proiettano verso il record di reti in Serie A firmato da Gonzalo Higuain con la maglia del Napoli nel 2015-16, quando chiuse a quota 36.
 

Dopo 15 giornate Higuain era a quota 14 reti, due in meno del capitano dell’Inter quest’anno. Higuain però disputò un girone di ritorno pazzesco con un ritmo di reti impressionante. Tenuto conto che saltò tre partite consecutive per squalifica, alla fine segnò complessivamente 36 gol in 35 presenze in Campionato: per cui, considerando che alla quindicesima giornata era a quota 14 reti, significa che ne realizzò 22 nelle ultime 23, delle quali però ne giocò solo 20.

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Ritmi altissimi

Nelle conferenze stampa e nelle analisi post-partita l’allenatore juventino Massimiliano Allegri sottolinea spesso un concetto: la Juve sta facendo un campionato straordinario, ma le altre stanno facendo qualcosa di ancora più straordinario. Potrebbe sembrare pretattica, ma i numeri gli danno ragione.

Nei sei anni scudettati, la Juve ha mediamente raccolto 90 punti a stagione (con un massimo di 102 punti nel 2013-14 e un minimo di 84 nel primo anno di Conte) per un rapporto di 2,36 punti a partita. Dopo 15 partite nel 2017-18, la Juve ha raccolto 37 punti: ovvero, un rapporto di 2,47 punti a partita. La sua Juve sta tenendo un ritmo effettivamente da scudetto, addirittura più alto della media degli anni precedenti. Un passo migliore anche di ogni singolo anno tricolore tranne l’eccezionale 2013-14 chiuso a 102 punti (record di punti del campionato italiano). Quindi Allegri ha ragione: la Juve sta facendo qualcosa di straordinario. Eppure, Napoli e Inter stanno facendo meglio.

I nerazzurri sono tornati su ritmi che, andando a ritroso negli scorsi campionati, si ritrovano per la prima volta solo nell’anno del Triplete, quando dopo 15 giornate la squadra di Josè Mourinho aveva 35 punti (4 in meno di oggi). Solo nel girone d’andata del torneo 2015-16 l’Inter coltivò concrete ambizioni scudetto: dopo 15 giornate era prima a quota 33, +1 sulla Fiorentina, +2 sul Napoli, +5 sulla Roma e +6 sulla Juve che poi rimonterà e vincerà nettamente quel titolo.  Per sottolineare l’ottimo lavoro di Spalletti fin qui possiamo confrontare la sua Inter con altre squadre degli ultimi anni: visto il match di sabato, tutte versioni precedenti di Inter e Juventus. Vediamo quindi l’ultima Inter scudettata, la prima Juve di Conte, la Juve dei record, Inter e Juve del 2015-16 e le squadre di quest’anno.

Considerando solo le prime 15 partite di Campionato, l’Inter di Spalletti fa meglio dell’Inter di Mourinho 2009-10 e di queste squadre fa peggio (di un punto) solo della Juve dei record 2013-14. Una possibile obiezione è che questa Inter non gioca le Coppe europee. Allora guardiamo alla Juventus 2011-12 di Antonio Conte, altra squadra che quell’anno non giocava in Europa. Vincerà lo scudetto con 84 punti totali, frutto di 23 vittorie, 15 pareggi e 0 sconfitte. Dopo 15 partite (dalla seconda giornata alla sedicesima: la prima fu recuperata il 21 dicembre 2011) quella Juve aveva 33 punti, cioè 2,2 punti a partita ottenuti grazie a 9 vittorie e 6 pareggi. Gli 84 punti finali di fatto confermarono quel trend: quella Juve senza coppe chiuse con un ritmo di 2,21 punti a partita contro i 2,6 dell’Inter di Spalletti.



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