Fibra e banda  ultralarga ancora 'sconosciuti'  in Friuli V enezia  Giulia

Sulla copertura del Paese leggi il post di Riccardo Luna

Fibra e banda  ultralarga ancora 'sconosciuti'  in Friuli V enezia  Giulia
 Foto: STUDIO B / STUDIO BORLENGHI / DPPI
Friuli Venezia Giulia, Faro della Vittoria - Trieste (Afp)

C’è molta strada da fare per realizzare gli obiettivi presi sulla carta: stando ai dati di oggi, la regione autonoma Friuli Venezia Giulia (FVG), complice anche un territorio complesso, di confine, in parte montagnoso e non sempre ben collegato, è una delle ultime in termini di copertura percentuale di immobili con fibra e banda ultralarga.

Per soddisfare questi obiettivi, il FVG ha messo in campo una strategia che si avvale di una società in house, Insiel SpA, che dovrà realizzare le opere e poi mantenere l’infrastruttura nel tempo. Il piano di Agenda Digitale del FVG punta sulla realizzazione di un progetto chiamato Ermes (un gioco di parole che si riferisce sia al dio greco che all’acronimo di Excellent Region in a Multimedia European Society) di banda ultra larga (BUL) e di uno detto FVG WiFi con l’obiettivo di mettere in rete innanzi tutto gli uffici pubblici, gli ospedali, la ricerca, le scuole e le università. Sul sito sono esplicitati una serie di numeri per quantificare questo impegno: 2.600 Km di cavi, 260.000 Km di fibra ottica, 217 comuni, 720 chilometri d’infrastruttura di cablaggio nelle 86 zone industriali dei 18 Distretti industriali.

Il piano ERMES è riservato alla Pubblica amministrazione e alla Sanità e non è quindi pensato per offrire servizi ai privati. Per arrivare ai cittadini e alle imprese, la regione FVG metterà le fibre ottiche residue della rete dorsale a disposizione degli operatori delle telecomunicazione, tramite bandi pubblici. Dal 2014 a oggi, un sistema di avvisi pubblici ha, di volta in volta, definito le aree comunali da coprire e individuato diversi concessionari per arrivare a fornire il servizio di connessione sia ai cittadini che alle imprese e ai distretti industriali.

Questo per il futuro. E adesso?

I dati presi dal sito dedicato alla Strategia banda ultralarga raccontano di una regione molto poco connessa al momento, perlomeno in termini di banda fissa. A oggi, i 30Mbps raggiungono solo poco più del 22% degli immobili. Nel 2018 dovrebbero arrivare al 59% e solo due anni dopo, nel 2020, al 100%. La banda 100Mbps, oggi sostanzialmente assente in tutta la regione, sarà disponibile solo a meno di un immobile su 5 (18.9%) nel 2018 e a un terzo circa degli immobili nel 2020. Anche a colpo d’occhio si vede bene che la maggiore copertura a 30Mbps si ha al momento nella zona di Udine e in quella di Trieste. Rimangono quindi poco collegate le province di Pordenone e di Gorizia.

Mappa a 30Mbps

Il dato a 100Mbps, invece, mostra per ora una totale assenza di connessione (tranne in tre comuni che comunque non arrivano all’1% degli immobili - attenzione alla scala rappresentata in mappa). Ma anche in futuro, l’ultralarga fissa non sarà accessibile a gran parte della popolazione: solo Udine e Trieste, infatti, puntano a una copertura del 60% degli immobili, mentre perfino le altre città di provincia, come Pordenone e Gorizia, non supereranno il 20%.

Mappa a 100Mbps

Il FVG è una regione piuttosto industrializzata e con una economia aziendale vivace, organizzata in distretti che negli ultimi anni hanno registrato dati anche molto positivi, soprattutto nell’export. La distribuzione delle aziende e delle imprese è molto poco omogenea sul territorio, ed esistono sostanziali differenze tra territori più centrali, come Udine e Pordenone, dove sono dislocati anche molti dei distretti sopracitati, e zone di confine come Trieste e Gorizia. La città di Trieste ha, come è ben noto, una storia tutta particolare, e un territorio provinciale sostanzialmente coincidente con quello comunale. Ben diversa è la situazione delle altre città, dove a comuni relativamente contenuti come dimensioni fanno capo province più estese e popolate.

Una rappresentazione delle attività private, di imprese inserite nel Registro imprese di Istat, sia in termini di numero totale che di aziende più grandi, con almeno 250 addetti. Sono indicate anche le attività pubbliche di rilevanza (ospedali pubblici e case di cura convenzionate con il sistema sanitario nazionale e sedi scolastiche) secondo i dati Istat e Miur.

Attività sul territorio

Come in tutte le altre regioni che stiamo analizzando, è anche interessante vedere quali tipologie di attività private, tra le tante registrate da Istat, sono presenti sul territorio e potrebbero godere dei servizi di banda ultralarga per uno sviluppo futuro. Tutte le quattro province registrano un elevato numero di attività commerciali, seguite in termini di numeri assoluti dalle attività professionali e tecnico-scientifiche e dalla manifattura. 

A sottolineare la peculiarità della città di Trieste, hub scientifico di rilevanza internazionale, c’è il dato sulle imprese tecnico-scientifiche, più alto in proporzione alle altre province, ma anche quello delle imprese attive nel settore dell’assistenza sociale e della sanità.

In una città che è seconda in Italia, dopo Savona, per la popolazione più anziana (una persona su 3 ha più di 65 anni), i servizi di cura e assistenza sono e saranno, anche negli anni a venire, un settore cruciale che potrà solo beneficiare di una gestione più sicura, veloce e affidabile dei dati e delle informazioni sanitarie archiviate in formato digitale.



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