Cosa pensano i giovani della nuova legge su whistleblowing e corruzione?

Appena un quarto degli intervistati ritiene che nel nostro Paese esistano strumenti efficaci per contrastare davvero il fenomeno

Cosa pensano i giovani della nuova legge su whistleblowing e corruzione?

Appena un quarto degli intervistati ritiene che nel nostro Paese esistano strumenti efficaci per contrastare davvero la corruzione. 
 
 
È stata approvata nei giorni scorsi dalla Camera, in via definitiva, la legge che protegge e tutela chi denuncia la corruzione nei luoghi di lavoro, a partire dalla Pubblica Amministrazione. Quella sul cosiddetto “Whistleblowing” è una norma di civiltà, ma anche un successo per l’Associazione “Riparte il futuro” che ha promosso, con una raccolta di firme, l’avvio del dibattito parlamentare.  
 
Il fenomeno della corruzione in Italia è al centro di una ricerca promossa da “Riparte il Futuro” e realizzata dall’Istituto Demopolis su un campione rappresentativo dei cittadini tra i 18 ed i 40 anni. 

Il 91% degli under 40 ritiene che oggi la corruzione sia ampiamente diffusa nel nostro Paese; una estrema minoranza, appena il 9%, la pensa in modo diverso. 


 
La quasi totalità degli intervistati dichiara di aver sentito parlare di importanti episodi di corruzione negli ultimi anni: più citata, con l’83%, è la vicenda di “Mafia Capitale”; quasi i due terzi richiamano il caso Consip‚Äč; 1 su 2 gli episodi di corruzione legati all’Expo di Milano. Una percentuale appena più ridotta cita le tangenti per il Mose e i numerosi scandali nella Sanità.
 
L’indagine, condotta da Demopolis per “Riparte il Futuro”, si è spinta a misurare il confine tra lecito e illecito che i giovani intervistati contemplano nelle scelte quotidiane: oggi, la maggioranza assoluta degli under 40 italiani denuncerebbe alle forze dell’ordine un episodio di corruzione di cui fosse testimone o destinatario. 3 su 10 lo farebbero “probabilmente”, ammettendo qualche dubbio in merito. Il 9% confessa che non lo farebbe in alcuna circostanza; il 10% non si esprime in merito.


 
“Appena un quarto degli under 40 – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – ritiene che nel nostro Paese esistano strumenti efficaci per ridurre davvero la corruzione. Il 60% è convinto che tali strumenti di contrasto si siano dimostrati poco efficaci e che servano nuove norme in grado di incidere su certezza della pena e trasparenza”.


 
Per prevenire e contrastare il fenomeno, il 68% chiede di aumentare le pene per i corrotti; circa 6 su 10 auspicano maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione e nelle gare d’appalto. La maggioranza assoluta - secondo i dati della ricerca condotta da Demopolis per “Riparte il Futuro” - apprezza il Whistleblowing, la norma approvata nei giorni scorsi e che tutela il dipendente pubblico o privato che segnala illeciti o episodi di corruzione. 
 
 
 
Nota informativa - L’indagine è stata condotta per l’Associazione Riparte il Futuro dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, stratificato per genere, fascia di età e macro-area di residenza. Approfondimenti su: www.riparteilfuturo.it e www.demopolis.it
 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it